2

febbraio

2018

Obesità: è anche colpa degli endocannabinoidi

Choice between fast food and healthy food

L’assunzione ripetuta di cibi grassi e calorici provoca un’alterazione nel sistema endocannabinoide, il cui effetto è quello di generare maggiore appetito e amplificare la sensazione di fame.

L’appetito vien mangiando si dice. Ed è proprio così. A dimostrare la veridicità di questo proverbio sono infatti ricerche condotte dall’Endocannabinoid Research Group (Erg), dell’Istituto di chimica biomolecolare (Icb) del Cnr di Pozzuoli (Napoli), che sta studiando cosa si verifica nel nostro cervello quando mangiamo una quantità eccessiva di alimenti energetici per un periodo prolungato.

“L’assunzione ripetuta di cibi grassi e calorici, del tipo di quelli proposti nei Fast Food, ma non solo”, spiega Vincenzo Di Marzo dell’Icb-Cnr, “provoca un’alterazione nel sistema endocannabinoide, un sistema costituito da molecole prodotte da nostro corpo il cui effetto è simile a quello dei cannabinoidi della marijuana”.

La funzione del sistema endocannabinoide è, di solito, di riequilibrio dell’organismo: “Quando ci si priva di cibo per più ore di quelle normali, ad esempio se si salta un pasto”, prosegue Di Marzo, “questo sistema si attiva producendo gli stimoli della fame, allo scopo di riportare l’organismo alla situazione precedente a quella causata dal piccolo stress costituito dal digiuno. Una volta che si mangia, comunque, tutto torna normale”.

Molto diverso è il comportamento dei cannabinoidi endogeni quando si sviluppano cattive abitudini alimentari. “Consumare ripetutamente cibi grassi e calorici”, chiarisce il ricercatore dell’Icb-Cnr, “sembra determinare un aumento di endocannabinoidi, i cui livelli costantemente elevati provocano il malfunzionamento dell’ipotalamo, ossia dell’area del cervello in cui vengono controllati fame e sazietà”.

Il risultato è un aumentato desiderio di mangiare cibi energetici, il cui consumo genera una gratificazione molto alta, portando, dunque, a rinforzare l’iperfagia e conseguentemente allo sviluppo dell’obesità e dei disturbi ad essa connessi: diabete, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, ipertensione.

Ma non è questo il solo effetto: “Il prolungato aumento degli endocannabinoidi”, conclude Di Marzo, “accresce anche la capacità di assorbimento da parte delle cellule adipose, che accumulano, sotto forma di grassi, più energia del solito”.

Fonte: Vincenzo Di Marzo, Istituto di chimica biomolecolare del Cnr, Pozzuoli Napoli), tel. 081/8675093, e-mail: vdimarzo@icmib.na.cnr.it
Tratto da http://www.coopteseo.it


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