La terapia farmacologica dell’obesità: una rivoluzione.

“Affidati solo a professionisti qualificati, capaci di gestire al meglio la tua domanda di cura”

La terapia farmacologica per l’obesità può essere un valido strumento, ma solo se inserita in un percorso di presa in carico globale del paziente. Non basta il BMI per decidere chi deve assumere un farmaco! Il peso corporeo è solo un numero e non sempre i chili in più corrispondono a un eccesso di grasso patologico.

Cosa serve per una valutazione corretta?

  • Storia clinica e comportamento alimentare
  • Patologie associate e fattori di rischio
  • Contesto sociale e impatto psicologico
  • Rischio metabolico, vascolare e oncologico

Attenzione alla disinformazione!

Oggi assistiamo a una pericolosa banalizzazione dei farmaci per la perdita di peso. Sui social vengono promossi come se fossero creme cosmetiche o bibite miracolose, ignorando che il loro utilizzo deve avvenire sotto stretto controllo medico. I social NON devono sostituire gli studi medici!

Il farmaco non è la soluzione, ma uno strumento

L’obesità è una malattia cronica, progressiva e recidivante. Non esistono scorciatoie: il farmaco può essere utile solo se inserito in un percorso strutturato di riabilitazione nutrizionale e psicologica, all’interno di un piano di cura completo mirato al raggiungimento di uno stato di salute ottimale.

La salute non è l’assenza di malattia, ma la nobile percezione del benessere.

Se sei interessato ad approfondire o a conoscere le opzioni terapeutiche più adatte, ti invitiamo a contattarci

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    Percorso mesoterapia

    Dimagrire “senza dieta”

    Questo programma di dimagrimento “senza dieta” è pensato per le persone in leggero sovrappeso che mirano a un risultato estetico in tempi brevi e non hanno la possibilità o la voglia di seguire una piano alimentare grammato.

    In sede di prima visita, dopo un’attenta valutazione, viene stabilita l’idoneità al percorso che prevede un cicli di 10/15 sedute con frequenza settimanale o bisettimanale.

    Le adiposità sottocutanee localizzate a livello addominale, gluteo e delle cosce sono particolarmente resistenti al dimagrimento.

    La loro bassa risposta dipende dal basso numero dei recettori lipolitici e dalle alterazione venose e linfatiche distrettuali.

    Il percorso mesoestetico risultata particolarmente efficace se si sfrutta l’azione sinergica delle microiniezioni dermiche, del programma motorio personalizzato e delle strategie alimentari consigliate.

    La tecnica mesoterapica è innovativa nei principi attivi utilizzati  che sono certificati per efficacia e sicurezza.  .

    Si utilizzano:

    • Silicio organico, potente attivatore della lipolisi
    • Carnitina, facilitatore del metabolismo dei grassi
    • Artichoke, drenante venoso e linfatico
    • Meliloto, attivatore della microcircolazione
    • DMAE, azione liftante e compattante

    Ciclo di 10/15 sedute ( 1 o 2 sedute la settimana ) costo 150 euro a seduta compresa la consulenza medica continua durante il percorso di terapia.

    Prima consulenza gratuita, per verificare l’idoneità al programma

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      Prenota il percorso farmacologico

      Con la terapia farmacologica puoi scoprire la libertà mentale, ritrovare il tuo peso di salute e vivere senza sentirti prigioniero del cibo o dei giudizi.

      Non possiamo cancellare la predisposizione, ma possiamo costruire insieme una condizione stabile che, per te, ha il sapore di una vera guarigione.”

      Il farmaco non è la cura ma la rende più facile ed altamente efficace

      Si riduce il rumore cerebrale legato al cibo, si riattiva il circuito fame-sazietà e diventa finalmente più semplice seguire un percorso psico-nutrizionale strutturato.

      Non si tratta di una scorciatoia, ma di una cura :

      • facilita il percorso e lo rende altamente efficace

      • favorisce il controllo sugli impulsi, attiva una sazietà precoce

      • orienta la scelta alimentare verso cibi sani

      • apre la strada a un cambiamento stabile e duraturo.

      EMDR

      L’EMDR si focalizza non solo sui ricordi che sono implicati nello sviluppo della patologia, ma agisce anche sulle situazioni presenti che provocano il disagio emotivo e contribuiscono a consolidare le capacità e i comportamenti specifici necessari all’individuo per il futur

      EMDR

       

      L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una metodologia che viene utilizzata per il trattamento di problematiche sia legate ad eventi traumatici che a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti.

       Di cosa si tratta

      La Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari è un approccio psicoterapico validato empiricamente. Si tratta di un approccio interattivo e standardizzato, scientificamente comprovato da più di 44 studi condotti su pazienti traumatizzati e documentato in centinaia di pubblicazioni che sostengono l’efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie quali la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto acuto, i sintomi somatici e le dipendenze.

      Cosa accade nel nostro cervello quando viviamo una situazione stressante?

      Un elevato livello di arousal (stimoli) dovuto a eventi di vita negativi blocca il sistema innato di elaborazione dell’informazione portando alla mancata elaborazione i ricordi negativi che quindi rimangono intrappolati nella rete mnestica. Pertanto un’ampia gamma di esperienze di vita avverse può essere immagazzinata in maniera disfunzionale, fornendo la base per lo sviluppo di patologie che includono risposte affettive, cognitive e somatiche negative.

      Come funziona?

      La rielaborazione dei ricordi attraverso l’EMDR permette di riattivare il sistema innato di elaborazione dell’informazione che porta autonomamente la persona ad integrare le emozioni negative, le sensazioni fisiche e le credenze presenti nel ricordo originario e di conseguenza liberarlo dalla rete mnestica. In sintesi ciò che è utile viene appreso e immagazzinato sotto forma di informazioni affettive, somatiche e cognitive appropriate.

      Quale indicazioni?

      L’EMDR si utilizza non solo sui ricordi che sono implicati nello sviluppo della patologia, ma agisce anche sulle situazioni del presente che provocano disagio emotivo, in questo modo la metodologia permette di consolidare le capacità e i comportamenti adattivi necessari all’individuo per il futuro.

      Le esperienze traumatiche precoci sono spesso connotate da un senso di impotenza, mancanza di controllo e senso di inadeguatezza. Questa metodologia viene utilizzata anche con i pazienti che soffrono di DCA aiutandoli a superare quelle situazioni traumatiche che hanno portato allo sviluppo di vissuti di inadeguatezza e assenza di controllo rendendoli consapevoli delle proprie capacità e potenziando le loro risorse interne già presenti.

       

      Dott.ssa Gessica Cervesato psicoterapeuta  


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        Stai bene? chiedilo al tuo microbiota

        L’intestino umano ospita miliardi di batteri che convivono in simbiosi con il nostro organismo senza danneggiarlo

        Mybiome: un test complesso che restituisce un report mirato ad orientare le scelte alimentari in funzione del benessere fisico e mentale

        L’intestino umano ospita miliardi di batteri che convivono in simbiosi con il nostro organismo senza danneggiarlo; il numero di questi batteri supera di circa 10 volte la totalità delle nostre cellule.
        Ogni persona ha una composizione differente e altamente variabile di microrganismo intestinali che svolgono un ruolo cruciale per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per i processi digestivi.
        Con il termine “microbiota” si intende proprio l’insieme di questi microrganismi intestinali mentre con il termine “microbioma” intendiamo l’insieme dei geni di tali microrganismi.
        Il microbiota umano inizia a svilupparsi subito dopo la nascita, o meglio durante il parto, quando il feto viene esposto ai primi batteri presenti nell’ambiente extra-uterino.
        I bambini nati attraverso il parto cesareo hanno un microbiota intestinale differente rispetto a quelli nati attraverso parto naturale, il che potrebbe renderli più facilmente soggetti a sviluppare diverse malattie durante la vita adulta come sovrappeso e obesità.
        Il microbiota poi si modifica durante tutto l’arco della vita. Può essere influenzato dall’utilizzo di farmaci e integratori, da diverse condizioni ambientali o patologiche, dall’età e soprattutto dalla dieta.
        Cambiamenti nelle abitudini alimentari sono in grado di modificare il microbiota grazie ad alcuni componenti specifici della dieta, come la fibra e i prebiotici, che favoriscono lo sviluppo di alcuni ceppi batterici piuttosto che altri.
        Anche aumenti o perdite di peso possono modificare la composizione del microbiota.
        Diversi studi mettono in luce come non solo l’eccesso ponderale ma tante patologie( metaboliche, vascolari, immunitarie, infiammatorie) i possono essere associate ad una alterazione della flora batterica intestinale. Conoscere la composizione e la produzione di metaboliti da parte del microbiota può aiutare a indirizzare consapevolmente lo stile di vita e le eventuali integrazioni. 

        Recentemente abbiamo attivato una convenzione con la Synlab per poter offrire ai nostri pazienti la probabilità di effettuare questo esame. Si tratta del test myBIOME , l’unico test genetico che evidenzia il 100% dei microorganismi del nostro intestino.

        Un test complesso che restituisce un report mirato ad orientare le scelte alimentari in funzione del benessere fisico e mentale.

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          Test genetici e alimentazione- La dieta del Dna

          Emerge sempre più chiaramente il ruolo dei geni nell’efficacia delle diete. Ad esempio, il ricorso a diete dimagranti standard può essere vanificato dalla presenza di certi polimorfismi genetici o da combinazioni di essi.

          Dai vostri geni indicazioni per la dieta ideale

          Emerge sempre più chiaramente il ruolo dei geni nell’efficacia delle diete. Ad esempio, il ricorso a diete dimagranti standard può essere vanificato dalla presenza di certi polimorfismi genetici o da combinazioni di essi. Per contro, come dimostrato anche da studi recentissimi, la corretta selezione dello schema alimentare in base al genotipo dell’individuo consente di aumentare sensibilmente le probabilità di successo della dieta. 

Oggi c’è la possibilità di evidenziare dei polimorfismi genici che ci permettono di poter orientare le scelte alimentari e motorie.

          La risposta individuale alla dieta è scritta nel DNA

          Questo è quanto emerge da diversi anni dallo studio presentato in occasione del convegno annuale dell’American Heart Association dai ricercatori della Stanford University, negli USA.

          La ricerca è stata condotta su 141 donne in sovrappeso, alle quali è stata assegnata una dieta attinente al proprio profilo genetico. Queste donne seguite per un anno hanno perso il doppio o il triplo del peso iniziale rispetto alle altre che invece avevano seguito un regime alimentare ipocalorico non modellato sul proprio patrimonio genetico. Inoltre, nelle partecipanti che avevano seguito una dieta “su misura” per il proprio DNA è stato osservata una riduzione della  circonferenza vita due o tre volte maggiore rispetto al gruppo dei controlli .

          “La diversità nella perdita di peso per gli individui che seguivano una dieta abbinata al loro genotipo rispetto a una che non è stato abbinata”, ha spiegato Christopher Gardner, ricercatore che ha coordinato lo studio, “è molto significativa e rappresenta un approccio alla perdita di peso che non è mai stato segnalato in letteratura”.

          Negli anni e sempre più frequentemente la ricerca scientifica avvalora l’utilità della ricerca di vari polimorfismi associati alla predisposizione al sovrappeso e alla risposta dimagrante in base alle diverse scelte alimentari.

          Utilizzare le informazioni genetiche per le diete potrebbe contribuire a risolvere il problema del peso eccessivo nella nostra società”.

          LA DIETA IN BASE AL DNA

          

Test genetici per personalizzare l’intervento terapeutico nell’obesità infantile e dell’adulto

          L’obesità, ed in particolar modo l’obesità infantile, è in continuo aumento nei paesi industrializzati. È noto a tutti come l’obesità comporti un aumento del rischio di sviluppare diverse patologie nel corso della vita, fra le quali ipertensione, aterosclerosi e diabete. Nel mantenimento di un peso corretto la dieta e l’attività fisica svolgono un ruolo fondamentale, tuttavia le recenti scoperte della nutrigenetica hanno dimostrato come la costituzione genetica individuale possa orientare in maniera significativa le scelte che consentono di mantenere sotto controllo il peso corporeo.

          È di notevole interesse il ruolo di un gene, FTO (fat mass and obesity associated), nella regolazione del metabolismo lipidico e della lipolisi, cioè la capacità individuale di mobilizzare il grasso corporeo.

          Le persone che presentano varianti sfavorevoli di questo gene sono predisposte ad accumulare grasso corporeo con più facilità. In particolare nei bambini la costituzione genetica sembra influenzare in maniera decisiva l’accumulo di peso e modifica radicalmente l’impatto dell’attività fisica sul dimagrimento.

          Siamo convenzionati con la Synlab che ha messo appunto dei pannelli specifici per individuare i polimorfismi nutrizionali oggetto di attenzione scientifica.

          Il test del DNA rappresenta quindi uno strumento fondamentale nei casi in cui non ci si la risposta dietetica attesa. Maggiori informazioni sui pannelli dei polimorfismi oggetto di attenzione nel sito della Synlab>>


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