Muoversi di più per pensare attivo

Il nostro corpo è funzionalmente costruito per muoversi , non per stare fermo ed i benefici che si ricavano da un aumento dell’attività fisica vanno ben oltre l’aumento della spesa energetica.

Negli ultimi decenni il consumo di cibo pro capite è tendenzialmente diminuito a fronte di un crescente e preoccupante aumento del sovrappeso.

La diffusione degli automatismi (scale mobili, trasporti, telecomandi ecc.) ed i lavori sempre più “leggeri” sembrano essere la causa della sedentarietà e quindi dello sbilanciamento dell’equilibrio calorico che porta all’accumulo di grasso.

Non muoversi significa non bruciare calorie ma principalmente non mantenere efficiente il funzionamento metabolico.

L’uomo è costituito per quasi la metà di muscoli perché è una macchina programmata per correre. Funziona bene se corre. Ma se si ferma gli equilibri saltano e reazioni indirizzate verso una direzione metabolica ostacolano altre reazioni innescando malfunzionamenti e patologie. Vedi l’insulinoresistenza causa di diabete ma anche di ipertensione e dislipidemia. Muovendosi si riduce la glicemia e quindi migliora la sensibilità insulinica.

L’attività motoria ci protegge anche dalle malattie tumorali. E’ un predittore di mantenimento del peso corporeo e quindi della qualità della vita.

Ci muoviamo per i bisogni essenziali ma spontaneamente facciamo fatica a prendere le scale al posto dell’ascensore. Ci si programma dell’attività motoria (palestra) che da sola non può compensare la quotidianità sedentaria.

Bisogna iniziare a camminare per pensare attivo e spontaneamente iniziare a muoversi senza doverci pensare.

E’ la spontaneità che va modificata perché è l’abitudine al movimento che ci può proteggere dall’obesità e dalle malattie del benessere.

Acido ialuronico e mesoterapia: reidratazione e ringiovanimento

Oltre la singola iniezione di acido jaluronico

Il protocollo acido ialuronico associato a infiltrazioni dermiche di polinucleotidi, vitamine e principi attivi liftanti fornisce risultati efficaci ammorbidendo i solchi e le rughe, aiutando a ridefinire l’ovale del viso e provocando un effetto lifting immediato molto naturale.

La somministrazione può essere effettuata sul viso, sul collo, sul decolté e sul dorso delle mani.

Un percorso dedicato alla cura della pelle capace di renderla luminosa e compatta , per sempre.

 

Risultati e benefici:

  • idratazione intensiva del derma superficiale e dell’epidermide
  • correzione di rughe fini
  • ringiovanimento cutaneo
  • incremento della compattezza e dell’elasticità cutanea

 

A chi è adatto?

A donne e uomini di tutte le età che presentano pelle secca con perdita di elasticità e compattezza del derma, invecchiamento della pelle e rughe di espressione.

 

Centro Medico Specialistico del Dott.Oliva, esperienza trentennale.

SERVIZI OFFERTI :
  • Lifestyle Medicine ( vivere meglio e più a lungo con uno stile di vita sano)
  • Psicopatologie dell’alimentazione ( anoressia, bulimia, obesità Bed, disturbi atipici)
  • Medicina estetica funzionale ( acido jaluronico, biorivitalizzazione del viso e corpo, terapia varicosità )

Il personale altamente specializzato (medici, psicoterapeute, dietiste) e in continua formazione è il vero punto di forza dell’Ambulatorio, che secondo i criteri di appropriatezza clinica, strutturale e tecnologici dettati dal Ministero della Salute, rientra tra i Centri dietologici di elevata specializzazione.

CARTA DEI SERVIZI

CHI SIAMO

Desideriamo informarVi che in questo momento di emergenza sanitaria per l’infezione da Coronavirus,  se desiderate potete essere seguiti online  oppure recarvi, in tutta sicurezza, in Studio.

La terapia online del sovrappeso, obesità e disturbi del comportamento alimentare è una modalità che ci appartiene da diversi anni, collaudata ed efficace.

Come sempre, vengono rispettate scrupolosamente tutte le norme di sicurezza igienica previste per gli Ambulatori medici che in questo momento sono potenziate con l’invito a tutti ( professionisti e pazienti) di indossare, all’ingresso, guanti, mascherine chirurgiche e calzari e a rispettare oltre che a rispettare la distanza di sicurezza.

Se doveste avvertire sintomi influenzali di qualsiasi genere, Vi preghiamo di chiamare la segreteria e posticipare l’appuntamento.

Telefono 041 531 76 38

Whatsapp 327 871 91 50


Prenota la visita

    Consento il trattamento dei dati personali secondo gli art.7 e 13 del D.Lgs 196/03.


    Hai bisogno di un aiuto immediato e non sai a chi rivolgerti?

    a Venezia Vi segnaliamo una nuova realtà per le emergenze psicologiche

    Pronto soccorso psicologico Venezia

    Psicopatologie dell’alimentazione

    Nel proporre un piano di trattamento adeguato per i disturbi del comportamento alimentare risulta indispensabile il coinvolgimento di più figure professionali, con ruoli ben distinti ma allo stesso modo complementari, in un ottica di interdisciplinarietà volta al raggiungimento di un unico scopo: il benessere del paziente.

    Psicopatologie alimentari : quando il disagio è espresso con la comunicazione corporea e alimentare.

    Giungono sempre più frequentemente alla nostra osservazione nuove forme di disturbi del comportamento alimentare.

    Sono sempre più frequenti e sempre più “silenziose”, simili alle forme “classiche”  quali l’anoressia, la bulimia nervosa o l’obesità BED ma che non rispondono a tutti i criteri diagnostici.

    Riguardano tutte le età dalla prima infanzia alle persone adulte.

    E’ una comunicazione non verbale ma alimentare e corporea di una sofferenza interiore.

    La consapevolezza, l’identificazione, il giusto significato da attribuire ai sintomi rappresentano la premessa alla terapia che può, se inserita in un contesto adeguato, fornire delle soluzioni funzionali al cambiamento.

    Anoressie e Bulimie

    Intedisciplinarietà: una risposta di terapia adeguata ai disturbi alimentari

    I disturbi del comportamento alimentare sono delle patologie caratterizzate da un’alterazione della condotta alimentare e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme del corpo.

    Con il termine “disturbo del comportamento alimentare” si racchiudono una serie di patologie che vanno, come in un sistema circolare, dall’anoressia e bulimia nervosa al NAS con binge eating disorder incluso. Malattie della psiche che si ripercuotono sul soma, in manifestazioni e gravità differenti tanto da arrivare ad essere, in alcuni casi, addirittura letali. L’anoressia è la causa più frequente di morte tra le giovani donne, si calcola una mortalità tra il 5 e il 15 % dei casi se non trattata adeguatamente.

    “L’anoressia, inoltre, presenta il più alto tasso di mortalità di tutte le malattie psichiche” (Davies,1987).

    Si tratta di patologie complesse in quanto originano dall’interazione di diversi fattori: genetici, biologici, psicologici, micro e macro sociali che concorrono alla genesi e alla perpetuazione della malattia.
    Malattie che nelle loro diverse forme usano il corpo e il cibo per esprimere un disagio psicologico.E’ frequente che uno stesso paziente entri ed esca tra varie categorie diagnostiche: il disturbo anoressico si converte spesso in senso bulimico e molti soggetti affetti da bulimia hanno sofferto in precedenza di un disturbo anoressico conclamato o, più spesso, parziale, breve; in altri casi si alternano nel tempo fasi anoressiche e bulimiche. Comportamenti anoressici e bulimici si combinano e si succedono perché in entrambi la costruzione del sintomo passa attraverso il codice alimentare ;si instaura un circolo vizioso, autoperpetuante, che parte dalla restrizione prolungata dell’introito calorico alla inevitabile perdita di controllo sull’alimentazione con abbuffata compulsiva e condotta compensatoria. Recentemente, secondo la teoria transdiagnostica, si tende a considerare i diversi disturbi alimentari in un unico disturbo dell’alimentazione, il quale può manifestarsi con caratteristiche diverse da un individuo all’altro ma anche in una stessa persona.

    E’ nota da tempo l’implicazione e l’interazione di due aspetti ben distinti, ma inscindibili l’uno dall’altro, nell’eziologia, nel mantenimento e nella cronicizzazione di questi disturbi: quello fisico e quello psicologico.

    Se da un lato, infatti, ci può essere una predisposizione biologica e/o una familiarità a sviluppare un determinato disturbo, una presunta anomalia funzionale a livello ipotalamico, una non conoscenza di aspetti metabolici e nutrizionali, dall’altro ci può essere uno scorretto comportamento alimentare appreso, un’influenza socioculturale centrata su modelli di bellezza fisica significativamente più magri rispetto a quelli del passato o un’incapacità di gestire le emozioni spiacevoli senza ricorrere al cibo. Per questo motivo l’intervento di un solo specialista è nella maggior parte dei casi insufficiente e, anzi, può contribuire alla cronicizzazione del disturbo.

    Dunque il medico nutrizionista farà una valutazione dello stato nutrizionale con la calorimetria, la Bia e richiederà gli esami di laboratorio necessari.
    Informerà il paziente dei rischi che corre attuando una dieta rigida (adattamento metabolico, compromissione della composizione corporea, alterazioni su organi e apparati) o con le abbuffate con condotta di eliminazione (alterazioni elettrolitiche , esofagite, etc.).

    In collaborazione con la figura del dietista, proporrà una rieducazione alimentare basata sui concetti della normalità dietologica. La prescrizione dietetica rapportata alla misura del dispendio energetico rassicura il paziente che deve vincere la paura di ingrassare sperimentando la sazietà come arma utile per non perdere il controllo.
    Il medico si occuperà della parte biologica che rappresenta uno dei maggiori fattori perpetuanti il disturbo.

    Lo psicoterapeuta si occuperà invece di indagare e valorizzare le motivazioni al cambiamento, di gestire i disturbi dell’umore e/o i disturbi d’ansia (e le conseguenze ad essi legate) che spesso seguono o accompagnano i disturbi dell’alimentazione.

    Sostenere e promuovere un cambiamento rispetto al disagio dovuto alla quasi sempre presente insoddisfazione corporea, alla bassa autostima, al senso di inadeguatezza, all’incapacità di sapersi valorizzare e alla ricerca di obiettivi che non gratificano mai.

    Far riconoscere al paziente la connessione tra situazione, pensiero ed emozione per poi correggere eventuali distorsioni cognitive per rielaborare, ad esempio, i sensi di colpa associati alle trasgressioni. Altro aspetto fondamentale è il coinvolgimento della famiglia che da ostacolo diventa una risorsa terapeutica necessaria e spesso indispensabile per la guarigione.

    Se pensi di soffrire di un disturbo dell’alimentazione prova online il nostro Test Eating Attitudes oppure contatta l’ambulatorio del Dott. Oliva per un appuntamento.

    Telefono 041 531 76 38

    Whatsapp 327 871 91 50


    Prenota una prima vista o una consulenza informativa gratuita

      Consento il trattamento dei dati personali secondo gli art.7 e 13 del D.Lgs 196/03.

      Diaobesità: obesità e diabete

      L’attenzione verso un’alimentazione equilibrata e un adeguato livello di attività motoria sono in grado di prevenire e curare il diabete di tipo 2, malattia che assume dimensioni sempre più preoccupanti.

      Diaobesità, neologismo che mette in evidenza la stretta relazione tra obesità e diabete. L’una condizone alimenta l’altra cosi come la cura.

      Le persone affette da diabete di tipo 2 sono spesso in sovrappeso e sedentari. La cura del sovrappeso e della sedentarietà indirettamente cura anche il diabete.

      L’alimentazione del diabetico di tipo 2 sostanzialmente non si differenza dall’alimentazione del soggetto sano che tende all’obesità, cosi come la prescrizione dell’attività motoria che rappresenta un farmaco naturale altamente efficace nella gestione delle due condizioni.

      La prescrizione dietetica come apporto calorico deve soddisfare le richieste metaboliche ed essere almeno pari al metabolismo basale che può essere stimato con la Calorimetria Indiretta.

      Il dispendio energetico attivo dovrebbe essere di almeno il 20/30% in più rispetto al basale e lo si può ottenere con circa 10/15 passi al giorno o con una camminata di almeno un’ora frazionata in sessioni non inferiori ai dieci minuti.

      Una prescrizione corretta è preceduta pertanto da una valutazione strumentale con la calorimetria indiretta (misura del metabolismo basale) e l’armband (monitoraggio dello stile di vita).

      Dati americani avevano rivelato che 34.000 su oltre 55.000 decessi per diabete erano causati dall’obesità; studi epidemiologici hanno dato una risposta positiva, sull’esistenza di una correlazione fra i due fattori.
      Gli studi genetici hanno messo in evidenza che alterazioni metaboliche presenti in questi soggetti hanno come prima manifestazione l’insulina resistenza prima ancora dell’alterazione del metabolismo del glucosio e del peso.

      L’epidemiologia moderna ha dato una risposta convincente a tale convinzione: nei soggetti con familiarità per il diabete il BMI è significativamente più elevato rispetto a quello dei soggetti senza familiarità. Negli indiani Pima, una tribù con elevata prevalenza di diabete, è stata dimostrata una stretta correlazione tra familiarità per il diabete ed obesità.

      Nella relazione fra familiarità-diabete e obesità si è osservato che la prevalenza del diabete aumenta in modo consistente con l’aumentare del peso e del grado di familiarità per il diabete: nello studio di E. M. Allen, si è visto che, sul cane parzialmente pancreasectomizzato in concomitanza con aumento di peso,compariva il diabete; quando il peso veniva riportato alla normalità il diabete scompariva completamente.

       

      Attività fisica e dopamina

      L’esercizio fisico, come da tempo è noto, è in grado di stimolare i circuiti dopaminergici: anche in tal senso risulta un ottimo “trattamento terapeutico”.

      L’attività motoria svolta ad intensità moderata consente modificazioni e benefici anche a livello neurologico. In un interessante studio (Wang, Volkow et al., 2001 e 2003) è stato evidenziato, attraverso l’utilizzo della PET, che i soggetti obesi presentano una carenza di recettori della dopamina direttamente proporzionale all’indice di massa corporea: maggiore è il BMI, minore è il numero di recettori.
      Tale neurotrasmettitore, responsabile della sensazione di piacere e di soddisfazione, sembra avere un ruolo nella motivazione al cibo, collegato agli elementi emotivi e di controllo del comportamento alimentare, indipendentemente dalla regolazione del piacere. La sovralimentazione dunque, potrebbe essere indotta, da un punto di vista fisiologico, anche dalla necessità di stimolare più intensamente tali circuiti del cervello.

      Il giovamento che si può trarre dall’attività motoria, dall’immagine corporea alla percezione di un sé unitario, dal dispendio calorico all’attività dopaminergica, fanno del movimento un elemento preziosissimo e indispensabile in quanto il corpo umano è funzionalmente costruito per muoversi, non per stare fermo.

      Ne consegue che, biologicamente e psicologicamente, una persona che sta bene, che vuole mantenere un buon stato di salute, che vuole gestire correttamente il peso corporeo, che vuole vivere uno stile di vita corretto e perseguire uno stato di benessere psicofisico, deve effettuare quotidianamente la giusta dose di movimento e/o attività fisica.

      Attività fisica metabolica

      La salute deve coincidere con il buon funzionamento metabolico che è la condizione essenziale per gestire il peso e dello stato di benessere. Nutrirsi bene e muoversi è il farmaco di prima scelta che va prescritto e dosato tutte le volte in cui l’obiettivo è il dimagrimento. L’attività motoria metabolica non è finalizzata soltanto ad aumentare il dispendio energetico e a favorire la perdita di massa grassa, ma anche ad aumentare l’efficienza metabolica andando ad adattare i consumi e a regolare i più fini meccanismi biologici per contrastare le malattie e le disfunzioni. Un corpo efficiente si sa difendere dagli insulti esterni compresi gli eccessi calorici. Siamo stati creati per correre e non possiamo fermarci.

      La sedentarietà fisica diventa mentale e quindi metabolica. Un rallentamento metabolico porta alle disfunzioni che si traducono nelle malattie metaboliche e vascolari che viaggiano di pari passo all’obesità. I benefici che il paziente ricava da un aumento dell’attività motoria così concepita e dal contrasto della naturale tendenza alla sedentarietà vanno ben oltre il semplice aumento della spesa energetica. Gli effetti sulla salute sono:

      • miglioramento della funzione cardiorespiratoria
      • miglioramento del profilo lipidico
      • riduzione dei valori pressori
      • aumento della sensibilità insulinica
      • miglioramento del controllo glicemico
      • riduzione del rischio di tumore (es. colon e mammella)
      • miglioramento dello stato psicologico (aumento del tono dell’umore, dell’autostima, dell’autoconsiderazione, del benessere psichico, riduzione dello stress e della depressione)
      • protezione/accrescimento della massa magra a svantaggio di quella grassa
      • inibizione dell’appetito (per effetto dopaminergico)

      Digiuno intermitente

      Dimagrire velocemente e in sicurezza
      Digiuno intermittente, integrazione mirata e terapie iniettive.

      Che cos’è il digiuno intermittente?

      Il digiuno intermittente (dall’inglese “Intermittent Fasting” o IF) è uno schema alimentare che prevede l’alternanza tra periodi di astensione dal cibo con periodi di assunzione controllata di cibo.

      Come funziona il digiuno intermittente 8/16

      Il digiuno intermittente può essere applicato in vari modi: uno dei metodi più studiati prevede di mangiare secondo il proprio fabbisogno calorico durante una precisa finestra temporale di 8 ore e di digiunare per le restanti 16 ore della giornata: ad esempio, se il primo pasto coincide con il pranzo (ore 13.00), secondo tale schema l’ultimo sarà alle 21.00, coincidendo, dunque, con la cena.

      Sarebbe preferibile, per motivi neuro endocrini e metabolici praticare l’intermittenza nella prima parte della giornata ovvero dalla 8 alle 16 ma per motivi pratici e logistici la maggior parte di persone può praticarlo nella seconda parte della giornata ( 13/21)

      Oltre la dieta, la proposta dimagrante del Dott.Oliva

      Dopo aver analizzato le pubblicazioni scientifche e le esperienze riportata da ricercatori nel campo della salute e della longevità abbiamo elaborato degli schemi dietetici e verificato, nella nostra attività ambulatoriale, la facile adesione e la relativa efficacia nella perdita di peso.

      Lo schema più frequentemente proposto prevede l’intermittenza 8/16 con apporto calorico pari al metabolismo basale misurato con la calorimetria indiretta.

      Per aumentare l’efficacia dimagrante nelle persone che presentano una resistenza dimagrante da esposizione alla dieta o che per necessità mediche   richiedono un dimagrimento più veloce proponiamo il digiuno a doppia intermittenza

      Questo schema prevede la doppia intermittenza ovvero all’ intermittenza 8/16 si aggiunge la 7/2. Il piano prevede due giorni ad alto contenuto di carboidrati alternati con  un giorno iperproteico e a ridotto apporto calorico.

      L’efficacia di tale proposta viene potenziata da una integrazione mirata con principi attivi che favoriscono la lipolisi (trasformazione dei grassi in energia) la microcircolazione e la tonicità tissutale.

      Per via orale vengono assunti gli stessi integratori che tramite la tecnica mesoterapica vengono iniettati nel grasso sottoocutaneo dei distretti corporei più rappresentati.

      Oltre l’integrazione giornaliera sono previste due sedute settimanali  di attivazione lipolitica mesodermica distrettuale con e senza aghi.

      Vengono suggeriti schemi dietetici “senza pesi” ma con porzioni di riferimento in base alla taglia metabolica della persona, stabilita con la calorimetria indiretta

      E’ sempre opportuno inserire una sessione di attività aerobica giornaliera ( es. 30 minuti di camminata veloce)

      Questo programma, viene proposto solo dopo attenta valutazione clinica, comportamentale e nutrizionale.

      Il programma è supervisionato direttamente dal Dott.L.Oliva

      prenota la tua consulenza gratuita per poter accedere al programma

      Annachiara, assistente di direzione

      0415317638 o ambulatorio@obesita.org

      Curare il corpo per aiutare la mente

      Curare il corpo significa aiutare la mente a pensare sano. Avere cura del corpo per volersi bene, amarsi. La capacità di mettere in pratica tali scelte, al di là della motivazioni e delle resistenze, non è legata allo stato ponderale ma alle attitudini del soggetto.

      “Riesco a stare a dieta, perdere peso, anche 20-30 chili (…) poi, improvvisamente è come se volessi distruggere tutto e incomincio a mangiare, fino quasi a volermi fare del male. Io sono quella prima della dieta, la nuova non mi appartiene.”

      “Non ho tempo per me (…) la mia giornata è piena di impegni, il lavoro, la casa (…)”

      Curare il corpo con il cibo e il movimento ci fa stare bene con noi stessi e con gli altri.

      Rendersi presentabili, adeguati al contesto, rendersi piacevoli alla vista propria e altrui, valorizzare il proprio volto e la propria figura, porre attenzione al trucco e all’abbigliamento, coltivare e migliorare le risorse estetiche che si possiedono sono tutti aspetti che, nella giusta misura, arricchiscono la persona, la sua autostima, la gratificazione, il rispetto per il proprio corpo e per le persone che entrano in contatto con lei.

      Carla, 13 anni, normopeso. E’ alta e bella ma oggetto di derisione per il suo sviluppo precoce. Dopo un percorso nutrizionale e motorio dice:

      “Ho raggiunto l’obiettivo”. “Prima mi vedevo rotondetta, adesso so che quello che vedevo non era corretto. Adesso sto bene.”

      L’ambiente scolastico, fatto di derisione, l’aveva portata a sviluppare pensieri e comportamenti disfunzionali: pensava di essere rotondetta, cercava di stare a dieta, si isolava e non si muoveva.

      Adesso è consapevole che può alimentarsi normalmente, cammina regolarmente e si vede bene. Curare il corpo significa aiutare la mente a pensare sano. Avere cura del corpo per volersi bene, amarsi. La capacità di mettere in pratica tali scelte, al di là della motivazioni e delle resistenze, non è legata allo stato ponderale ma alle attitudini del soggetto. Alcuni smettono di fumare quando lo decidono, altri iniziano a fare attività motoria o modificano le abitudini alimentari rapportandole a principi di una sana alimentazione solo perché prescritti da uno specialista.

      Non tutti sono in grado di farcela da soli e sono proprio questi soggetti che hanno bisogno della cura, di essere presi per mano e portati, attraverso un percorso di riabilitazione psiconutrizionale e motorio, a una dimensione nuova fatta di benessere, dove la cura di sé coincide anche con la cura del corpo che lentamente e stabilmente si porta verso un peso sano e una dimensione dove si può anche partire dal corpo per avere nuovi equilibri mentali. Il fallimento lascia il campo al successo e fa svanire il corollario dei sintomi depressivi, negativi che da sempre hanno accompagnato quel corpo eccessivamente visibile. Successo/fallimento, ingrassare/dimagrire, mangiare/non mangiare, riuscire/non riuscire, sono figli del pensiero “tutto o nulla” che è alla base dei disturbi del comportamento alimentare e dell’obesità.

      Succede spesso che sin dall’inizio della terapia la persona ci riferisca una soddisfazione elevata e oggettivamente eccessiva rispetto agli obiettivi raggiunti. E’ bene non farsi trascinare da questi facili ma effimeri entusiasmi. La terapia prevede il sostegno, l’incoraggiamento ma a volte è più utile, anzi indispensabile, frenare gli entusiasmi. Un intervento corretto mira all’educazione, a quella via di mezzo che è la sola che aiuta ad ottenere un risultato stabile. Via di mezzo che prevede la regola e la trasgressione dove la prima rappresenta l’impegno necessario per ottenere dei risultati e la seconda il volersi bene, il sapersi fermare, l’equilibrio e la normalità. La normalità che sostituisce la diversità, che toglie la penalizzazione e cancella lo stigma sociale che segna da sempre quei corpi ingombranti, a volte o spesso ostacolo nella vita affettiva, lavorativa e sociale.

      Tratto dal libro “Corpi uguali Storie diverse” del dottor Luigi Oliva