Diaobesità: obesità e diabete

L’attenzione verso un’alimentazione equilibrata e un adeguato livello di attività motoria sono in grado di prevenire e curare il diabete di tipo 2, malattia che assume dimensioni sempre più preoccupanti.

Diaobesità, neologismo che mette in evidenza la stretta relazione tra obesità e diabete. L’una condizone alimenta l’altra cosi come la cura.

Le persone affette da diabete di tipo 2 sono spesso in sovrappeso e sedentari. La cura del sovrappeso e della sedentarietà indirettamente cura anche il diabete.

L’alimentazione del diabetico di tipo 2 sostanzialmente non si differenza dall’alimentazione del soggetto sano che tende all’obesità, cosi come la prescrizione dell’attività motoria che rappresenta un farmaco naturale altamente efficace nella gestione delle due condizioni.

La prescrizione dietetica come apporto calorico deve soddisfare le richieste metaboliche ed essere almeno pari al metabolismo basale che può essere stimato con la Calorimetria Indiretta.

Il dispendio energetico attivo dovrebbe essere di almeno il 20/30% in più rispetto al basale e lo si può ottenere con circa 10/15 passi al giorno o con una camminata di almeno un’ora frazionata in sessioni non inferiori ai dieci minuti.

Una prescrizione corretta è preceduta pertanto da una valutazione strumentale con la calorimetria indiretta (misura del metabolismo basale) e l’armband (monitoraggio dello stile di vita).

Dati americani avevano rivelato che 34.000 su oltre 55.000 decessi per diabete erano causati dall’obesità; studi epidemiologici hanno dato una risposta positiva, sull’esistenza di una correlazione fra i due fattori.
Gli studi genetici hanno messo in evidenza che alterazioni metaboliche presenti in questi soggetti hanno come prima manifestazione l’insulina resistenza prima ancora dell’alterazione del metabolismo del glucosio e del peso.

L’epidemiologia moderna ha dato una risposta convincente a tale convinzione: nei soggetti con familiarità per il diabete il BMI è significativamente più elevato rispetto a quello dei soggetti senza familiarità. Negli indiani Pima, una tribù con elevata prevalenza di diabete, è stata dimostrata una stretta correlazione tra familiarità per il diabete ed obesità.

Nella relazione fra familiarità-diabete e obesità si è osservato che la prevalenza del diabete aumenta in modo consistente con l’aumentare del peso e del grado di familiarità per il diabete: nello studio di E. M. Allen, si è visto che, sul cane parzialmente pancreasectomizzato in concomitanza con aumento di peso,compariva il diabete; quando il peso veniva riportato alla normalità il diabete scompariva completamente.

 

Attività fisica e dopamina

L’esercizio fisico, come da tempo è noto, è in grado di stimolare i circuiti dopaminergici: anche in tal senso risulta un ottimo “trattamento terapeutico”.

L’attività motoria svolta ad intensità moderata consente modificazioni e benefici anche a livello neurologico. In un interessante studio (Wang, Volkow et al., 2001 e 2003) è stato evidenziato, attraverso l’utilizzo della PET, che i soggetti obesi presentano una carenza di recettori della dopamina direttamente proporzionale all’indice di massa corporea: maggiore è il BMI, minore è il numero di recettori.
Tale neurotrasmettitore, responsabile della sensazione di piacere e di soddisfazione, sembra avere un ruolo nella motivazione al cibo, collegato agli elementi emotivi e di controllo del comportamento alimentare, indipendentemente dalla regolazione del piacere. La sovralimentazione dunque, potrebbe essere indotta, da un punto di vista fisiologico, anche dalla necessità di stimolare più intensamente tali circuiti del cervello.

Il giovamento che si può trarre dall’attività motoria, dall’immagine corporea alla percezione di un sé unitario, dal dispendio calorico all’attività dopaminergica, fanno del movimento un elemento preziosissimo e indispensabile in quanto il corpo umano è funzionalmente costruito per muoversi, non per stare fermo.

Ne consegue che, biologicamente e psicologicamente, una persona che sta bene, che vuole mantenere un buon stato di salute, che vuole gestire correttamente il peso corporeo, che vuole vivere uno stile di vita corretto e perseguire uno stato di benessere psicofisico, deve effettuare quotidianamente la giusta dose di movimento e/o attività fisica.

Attività fisica metabolica

La salute deve coincidere con il buon funzionamento metabolico che è la condizione essenziale per gestire il peso e dello stato di benessere. Nutrirsi bene e muoversi è il farmaco di prima scelta che va prescritto e dosato tutte le volte in cui l’obiettivo è il dimagrimento. L’attività motoria metabolica non è finalizzata soltanto ad aumentare il dispendio energetico e a favorire la perdita di massa grassa, ma anche ad aumentare l’efficienza metabolica andando ad adattare i consumi e a regolare i più fini meccanismi biologici per contrastare le malattie e le disfunzioni. Un corpo efficiente si sa difendere dagli insulti esterni compresi gli eccessi calorici. Siamo stati creati per correre e non possiamo fermarci.

La sedentarietà fisica diventa mentale e quindi metabolica. Un rallentamento metabolico porta alle disfunzioni che si traducono nelle malattie metaboliche e vascolari che viaggiano di pari passo all’obesità. I benefici che il paziente ricava da un aumento dell’attività motoria così concepita e dal contrasto della naturale tendenza alla sedentarietà vanno ben oltre il semplice aumento della spesa energetica. Gli effetti sulla salute sono:

  • miglioramento della funzione cardiorespiratoria
  • miglioramento del profilo lipidico
  • riduzione dei valori pressori
  • aumento della sensibilità insulinica
  • miglioramento del controllo glicemico
  • riduzione del rischio di tumore (es. colon e mammella)
  • miglioramento dello stato psicologico (aumento del tono dell’umore, dell’autostima, dell’autoconsiderazione, del benessere psichico, riduzione dello stress e della depressione)
  • protezione/accrescimento della massa magra a svantaggio di quella grassa
  • inibizione dell’appetito (per effetto dopaminergico)

Dimagrire velocemente e in sicurezza

Dimagrire velocemente e in sicurezza
Digiuno intermittente, integrazione mirata e terapie iniettive.

Che cos’è il digiuno intermittente?

Il digiuno intermittente (dall’inglese “Intermittent Fasting” o IF) è uno schema alimentare che prevede l’alternanza tra periodi di astensione dal cibo con periodi di assunzione controllata di cibo.

Come funziona il digiuno intermittente 8/16

Il digiuno intermittente può essere applicato in vari modi: uno dei metodi più studiati prevede di mangiare secondo il proprio fabbisogno calorico durante una precisa finestra temporale di 8 ore e di digiunare per le restanti 16 ore della giornata: ad esempio, se il primo pasto coincide con il pranzo (ore 13.00), secondo tale schema l’ultimo sarà alle 21.00, coincidendo, dunque, con la cena.

Sarebbe preferibile, per motivi neuro endocrini e metabolici praticare l’intermittenza nella prima parte della giornata ovvero dalla 8 alle 16 ma per motivi pratici e logistici la maggior parte di persone può praticarlo nella seconda parte della giornata ( 13/21)

Oltre la dieta, la proposta dimagrante del Dott.Oliva

Dopo aver analizzato le pubblicazioni scientifche e le esperienze riportata da ricercatori nel campo della salute e della longevità abbiamo elaborato degli schemi dietetici e verificato, nella nostra attività ambulatoriale, la facile adesione e la relativa efficacia nella perdita di peso.

Lo schema più frequentemente proposto prevede l’intermittenza 8/16 con apporto calorico pari al metabolismo basale misurato con la calorimetria indiretta.

Per aumentare l’efficacia dimagrante nelle persone che presentano una resistenza dimagrante da esposizione alla dieta o che per necessità mediche   richiedono un dimagrimento più veloce proponiamo il digiuno a doppia intermittenza

Questo schema prevede la doppia intermittenza ovvero all’ intermittenza 8/16 si aggiunge la 7/2. Il piano prevede due giorni ad alto contenuto di carboidrati alternati con  un giorno iperproteico e a ridotto apporto calorico.

L’efficacia di tale proposta viene potenziata da una integrazione mirata con principi attivi che favoriscono la lipolisi (trasformazione dei grassi in energia) la microcircolazione e la tonicità tissutale.

Per via orale vengono assunti gli stessi integratori che tramite la tecnica mesoterapica vengono iniettati nel grasso sottoocutaneo dei distretti corporei più rappresentati.

Oltre l’integrazione giornaliera sono previste due sedute settimanali  di attivazione lipolitica mesodermica distrettuale con e senza aghi.

Vengono suggeriti schemi dietetici “senza pesi” ma con porzioni di riferimento in base alla taglia metabolica della persona, stabilita con la calorimetria indiretta

E’ sempre opportuno inserire una sessione di attività aerobica giornaliera ( es. 30 minuti di camminata veloce)

Questo programma, viene proposto solo dopo attenta valutazione clinica, comportamentale e nutrizionale.

Il programma è supervisionato direttamente dal Dott.L.Oliva

prenota la tua consulenza gratuita per poter accedere al programma

Annachiara, assistente di direzione

0415317638 o ambulatorio@obesita.org

Curare il corpo per aiutare la mente

Curare il corpo significa aiutare la mente a pensare sano. Avere cura del corpo per volersi bene, amarsi. La capacità di mettere in pratica tali scelte, al di là della motivazioni e delle resistenze, non è legata allo stato ponderale ma alle attitudini del soggetto.

“Riesco a stare a dieta, perdere peso, anche 20-30 chili (…) poi, improvvisamente è come se volessi distruggere tutto e incomincio a mangiare, fino quasi a volermi fare del male. Io sono quella prima della dieta, la nuova non mi appartiene.”

“Non ho tempo per me (…) la mia giornata è piena di impegni, il lavoro, la casa (…)”

Curare il corpo con il cibo e il movimento ci fa stare bene con noi stessi e con gli altri.

Rendersi presentabili, adeguati al contesto, rendersi piacevoli alla vista propria e altrui, valorizzare il proprio volto e la propria figura, porre attenzione al trucco e all’abbigliamento, coltivare e migliorare le risorse estetiche che si possiedono sono tutti aspetti che, nella giusta misura, arricchiscono la persona, la sua autostima, la gratificazione, il rispetto per il proprio corpo e per le persone che entrano in contatto con lei.

Carla, 13 anni, normopeso. E’ alta e bella ma oggetto di derisione per il suo sviluppo precoce. Dopo un percorso nutrizionale e motorio dice:

“Ho raggiunto l’obiettivo”. “Prima mi vedevo rotondetta, adesso so che quello che vedevo non era corretto. Adesso sto bene.”

L’ambiente scolastico, fatto di derisione, l’aveva portata a sviluppare pensieri e comportamenti disfunzionali: pensava di essere rotondetta, cercava di stare a dieta, si isolava e non si muoveva.

Adesso è consapevole che può alimentarsi normalmente, cammina regolarmente e si vede bene. Curare il corpo significa aiutare la mente a pensare sano. Avere cura del corpo per volersi bene, amarsi. La capacità di mettere in pratica tali scelte, al di là della motivazioni e delle resistenze, non è legata allo stato ponderale ma alle attitudini del soggetto. Alcuni smettono di fumare quando lo decidono, altri iniziano a fare attività motoria o modificano le abitudini alimentari rapportandole a principi di una sana alimentazione solo perché prescritti da uno specialista.

Non tutti sono in grado di farcela da soli e sono proprio questi soggetti che hanno bisogno della cura, di essere presi per mano e portati, attraverso un percorso di riabilitazione psiconutrizionale e motorio, a una dimensione nuova fatta di benessere, dove la cura di sé coincide anche con la cura del corpo che lentamente e stabilmente si porta verso un peso sano e una dimensione dove si può anche partire dal corpo per avere nuovi equilibri mentali. Il fallimento lascia il campo al successo e fa svanire il corollario dei sintomi depressivi, negativi che da sempre hanno accompagnato quel corpo eccessivamente visibile. Successo/fallimento, ingrassare/dimagrire, mangiare/non mangiare, riuscire/non riuscire, sono figli del pensiero “tutto o nulla” che è alla base dei disturbi del comportamento alimentare e dell’obesità.

Succede spesso che sin dall’inizio della terapia la persona ci riferisca una soddisfazione elevata e oggettivamente eccessiva rispetto agli obiettivi raggiunti. E’ bene non farsi trascinare da questi facili ma effimeri entusiasmi. La terapia prevede il sostegno, l’incoraggiamento ma a volte è più utile, anzi indispensabile, frenare gli entusiasmi. Un intervento corretto mira all’educazione, a quella via di mezzo che è la sola che aiuta ad ottenere un risultato stabile. Via di mezzo che prevede la regola e la trasgressione dove la prima rappresenta l’impegno necessario per ottenere dei risultati e la seconda il volersi bene, il sapersi fermare, l’equilibrio e la normalità. La normalità che sostituisce la diversità, che toglie la penalizzazione e cancella lo stigma sociale che segna da sempre quei corpi ingombranti, a volte o spesso ostacolo nella vita affettiva, lavorativa e sociale.

Tratto dal libro “Corpi uguali Storie diverse” del dottor Luigi Oliva

Digiuno intermittente personalizzato con la calorimetria indiretta

Che cos’è il digiuno intermittente?

Il digiuno intermittente (dall’inglese “Intermittent Fasting” o IF) è uno schema alimentare che alterna periodi di digiuno e di non digiuno.

L’utilità del digiuno intermittente nasce da evidenze scientifiche sulla restrizione calorica prolungata, la quale è in grado di promuovere la perdita di massa grassa e il mantenimento di quella magra e contemporaneamente migliorare lo stato di salute.

Come funziona il digiuno intermittente 8/16

Il digiuno intermittente può essere applicato in vari modi: uno dei metodi più studiati prevede di mangiare secondo il proprio fabbisogno calorico durante una precisa finestra temporale di 8 ore e di digiunare per le restanti 16 ore della giornata: ad esempio, se il primo pasto coincide con il pranzo (ore 12.00), secondo tale schema l’ultimo sarà alle 20.00, coincidendo, dunque, con la cena.
Sarebbe preferibile, per motivi neuro endocrini e metabolici praticare l’intermittenza nella prima parte della giornata ovvero dalla 8 alle 16 ma per motivi pratici e logistici la maggior parte di persone può praticarlo nella seconda parte della giornata ( 13/21)

La proposta dell’Ambulatorio Specialistico Dott.Oliva

Dopo aver analizzato le pubblicazioni scientifche e le esperienze riportata da ricercatori nel campo della salute e della longevità abbiamo elaborato degli schemi dietetici e verificato, nella nostra attività ambulatoriale, la facile adesione e la relativa efficacia nella perdita di peso.
Lo schema più frequentemente proposto prevede l’intermittenza 8/16 con apporto calorico pari al metabolismo basale stimato con la calorimetria indiretta.
Per aumentare l’efficacia dimagrante nelle persone che presentano una resistenza dimagrante da esposizione alla dieta o che per necessita mediche richiedono un dimagrimento più veloce proponiamo il digiuno a doppia intermittenza
Questo schema prevede la doppia intermittenza ovvero all’ intermittenza 8/16 si aggiunge la 7/2. Il piano prevede due giorni ad alto contenuto di carboidrati alternati con un giorno iperproteico e a ridotto apporto calorico.
L’apporto calorico dei due giorni è pari al dispendio energetico a riposo (misurato tramite calorimetria indiretta) e ad alto contenuto di carboidrati, alternato con un giorno da 800 kcal ad alto contenuto proteico.

Norme da seguire durante la fase di digiuno:
La fase di digiuno e il giorno a bassa apporto calorico ha l’obiettivo di favorire la lipolisi (processo di scissione dei grassi) e di tenere bassa l’insulina (ormone che aumenta in corrispondenza dell’assunzione di zuccheri e carboidrati) e che si oppone alla perdita di peso.
Durante le ore di digiuno va quindi evitato qualsiasi tipo di alimento, anche piccole dosi di zucchero o latte.
È importante, invece, mantenere un buono stato di idratazione in particolare durante la fase del digiuno.
Possono essere assunti tè, tisane, caffè purchè non zuccherati.
È bene anche evitare di svolgere attività fisica ad alta intensità.
Ben tollerata e consigliato è la camminata a velocita sostenuta e senza sosta per almeno 20 minuti

Non iniziare mai una dieta né tantomeno praticare il digiuno intermittente senza una preventiva visita medica specialistica.

Se interessato ci puoi contattare telefonicamente al numero 041 531 76 38 o via whatsapp al numero 327 871 91 50


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    Binge Eating Disorder (disturbo da fame compulsiva)

    Conosciuto anche come disturbo da fame compulsiva, è un disturbo del comportamento alimentare comune al 40% della totalità degli obesi. Scopriamo insieme a quali comportamenti è associato e come fare a riconoscerlo.

    Il Binge Eating Disorder (conosciuto anche come BED, ovvero disturbo da fame compulsiva) è un disturbo alimentare in cui si verificano ricorrenti episodi di abbuffate – con sensazione di perdita del controllo – a cui fanno seguito sensi di colpa, disgusto e disagio verso se stessi e il proprio comportamento.

    All’origine dell’abbuffata c’è spesso una storia fallimentare di diete dimagranti iniziate e poi abbandonate, ma soprattutto una incapacità di fondo nella gestione delle proprie emozioni. Rabbia, noia, depressione e ansia scatenano la perdita del controllo e determinano l’inevitabile abbuffata.

    Il binge eating interferisce con la vita e il benessere della persona, chi ne soffre il più delle volte nasconde il problema, si isola, si colpevolizza, si rassegna. Il trattamento più efficace nel contrastare questo problema é costituito dalla terapia psiconutrizionale interdisciplinare, la quale è in grado di determinare un’importante diminuzione o addirittura la scomparsa delle abbuffate in tempi molto rapidi. E’ il disturbo del comportamento alimentare in assoluto più frequente, e anche quello che si cura con più facilità.

    Il primo passo da fare è innanzitutto uscire dall’isolamento e chiedere aiuto.

    Nel nostro Centro questo modello di terapia viene proposto già da diversi anni riscontrando sempre più frequentemente la risoluzione della sintomatologia e la conseguente gestione del peso corporeo.

    CRITERI DIAGNOSTICI DSM 5

    EPISODI RICORRENTI DI ABBUFFATE

    Un’abbuffata è determinata dalla presenza delle due seguenti caratteristiche:

    • Assumere in un periodo di tempo circoscritto (ad esempio nell’arco di due ore) una quantità di cibo che è indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso arco di tempo e in circostanze simili.
    • Avvertire, durante l’episodio,  un senso di mancanza di controllo nei confronti dell’atto di mangiare (per esempio sentire di non poter smettere di mangiare o di non poter controllare cosa o quanto si sta mangiando).

    Gli episodi di abbuffate compulsive sono associati ad almeno tre dei seguenti caratteri:

    1. Mangiare molto più rapidamente del normale;
    2. Mangiare fino ad avere una sensazione dolorosa di “troppo pieno”;
    3. Mangiare grandi quantità di cibo pur non avvertendo alcun senso di fame;
    4. Mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo per le quantità di cibo ingerite;
    5. Provare disgusto di sé, depressione o intensa colpa dopo aver mangiato troppo.
    6. Le abbuffate compulsive suscitano sofferenza e disagio.
    7. Le abbuffate compulsive avvengono, in media, almeno una volta la settimana per almeno sei mesi.
    8. Non vengono attuati comportamenti compensatori considerati “inappropriati” e il disturbo non si riscontra soltanto nel corso di anoressia o di bulimia nervosa.

    GRADI DI SEVERITÀ DEL DISTURBO

    Lieve: 1-3  abbuffate a settimana
    Moderata: 4-7  abbuffate a settimana
    Severa: 8-13  abbuffate a settimana

    COS’È UN’ABBUFFATA COMPULSIVA

    Per molte persone un’abbuffata è qualcosa di perfettamente innocuo: uno scivolone o un errore dietetico, un semplice abuso. Per altri, tuttavia, indica una perdita di controllo sul mangiare, e per molti è un problema serio, soprattutto per le donne dei paesi occidentali, ma sempre più spesso anche per gli uomini. Per chiarire le possibili definizioni di abbuffata, i ricercatori hanno esaminato in dettaglio le esperienze di coloro che hanno attacchi di alimentazione incontrollata. Anche se non ci sono due resoconti personali identici, risulta che le vere abbuffate compulsive hanno in comune due caratteristiche: la quantità di cibo mangiata è consistente e nello tempo c’è la sensazione di perdita di controllo. L’identificazione di questo filo comune ha consentito all’Associazione Psichiatrica Americana di arrivare ad una definizione tecnica generalmente accettata del termine abbuffata compulsiva.

    QUANDO SI DEFINISCE ABBUFFATA

    Un episodio di abbuffata compulsiva è caratterizzato dalla presenza di entrambi i seguenti elementi:

    1. Assumere in poco tempo una grande quantità di cibo (una quantità di cibo che è indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso arco di tempo e in circostanze simili);

    2. Avvertire un senso di perdita di controllo nei confronti dell’atto di mangiare.

    L’elemento centrale dell’abbuffata compulsiva è proprio la sensazione di perdita di controllo.

    E’ soprattutto questa caratteristica che distingue l’abbuffata compulsiva dall’alimentazione quotidiana eccessiva e dalla semplice indulgenza. Le descrizioni personali delle abbuffate compulsive sono molto rivelatrici. Per varie ragioni, tuttavia, qualcuno potrebbe non riconoscersi del tutto in questi racconti.

    “Prendo qualsiasi cibo mi capiti sottomano e me lo ficco in bocca, a volte senza nemmeno masticarlo. Ma quando lo stomaco inizia a farmi male e mi sento tutta accaldata, comincio a sentirmi in colpa e spaventata. E’ solo quando sto proprio male che smetto di mangiare”.

    SENSAZIONI

    I primi momenti di un’abbuffata compulsiva possono essere piacevoli. Il gusto e la composizione del cibo possono sembrare molto apprezzabili. Tuttavia raramente queste sensazioni durano a lungo. Nel giro di poco tempo vengono sostituite da sensazioni di disgusto, mano a mano che si continua a mangiare. Alcune persone provano ribrezzo per ciò che stanno facendo, ma non riescono a smettere.

    MANGIARE VELOCEMENTE

    Di norma la gente mangia velocemente durante un’abbuffata compulsiva. Si è visto che le persone con bulimia nervosa mangiano ad una velocità doppia e anche più, rispetto a quelle che non hanno disturbi del comportamento alimentare. Molte si riempiono la bocca di cibo in maniera meccanica, masticandolo appena. Altre bevono in abbondanza per fare andare giù il cibo più facilmente, e questo contribuisce a farle sentire piene e gonfie. Ad alcune persone questo facilita anche il vomito successivo.

    AGITAZIONE

    Alcuni camminano su e giù o gironzolano mentre mangiano. A volte sembrano disperati. Avvertono un desiderio irresistibile di cibo che li porta a mangiare avidamente. Ecco perché si utilizza l’espressione “abbuffata compulsiva”. Avere del cibo a disposizione diventa estremamente importante: si può prendere quello degli altri, rubarlo ai grandi magazzini, o mangiare cibo scartato. I più considerano questo comportamento vergognoso, disgustoso e degradante.

    “Comincio con una scodella di cereali. La mangio molto velocemente e subito dopo ne prendo altre due o tre. In quel momento so che il mio controllo è partito e continuerò ad abbuffarmi fino in fondo. Mi sento ancora molto tesa e vado disperatamente alla ricerca di cibo. So che è davvero disgustoso. Mando giù il cibo in fretta. Qualche volta vado in centro e mi fermo nei negozi lungo la strada. Compero poco in ogni negozio, in modo da non suscitare sospetti. Smetto quando rimango senza soldi, o più spesso perché sono così piena che fisicamente non ce la faccio più”.

    STATO ALTERATO DI COSCIENZA

    La gente spesso descrive le proprie sensazioni come se durante un attacco bulimico fosse in trance. Se l’avete provato, sapete che tale comportamento risulta quasi automatico, come se in realtà non foste voi ad abbuffarvi.

    “Tutto dipende da come mi sento quando mi sveglio. Se sono infelice o qualcuno ha detto qualcosa che mi ha fatto arrabbiare provo un forte bisogno di mangiare. Quando arriva questo impulso sono accaldata e sudata. La mente è vuota e automaticamente vado verso il cibo. Mangio molto in fretta, come se temessi che mangiando lentamente avrei troppo tempo per pensare a quello che sto facendo. Mangio stando in piedi o camminando. Spesso mangio guardando la televisione o una rivista. Tutto questo per impedirmi di pensare perché pensare significherebbe affrontare quello che sto facendo”.

    SEGRETEZZA

    Una caratteristica dell’abbuffata compulsiva tipica è che avviene in segreto. Alcune persone si vergognano talmente tanto del fatto che si abbuffano che fanno di tutto per tenerlo nascosto e a volte ci riescono per anni. Una tecnica che usano è quella di mangiare in modo abbastanza normale quando sono con gli altri; un’altra è di ricorrere a notevoli sotterfugi. Forse conoscete alcuni degli escamotage utilizzati per tenere nascosto questo comportamento: dopo un pasto normale alcune persone ritornano in modo furtivo a mangiare tutti gli avanzi, altre portano il cibo in camera o in bagno per mangiarlo senza timore di essere scoperte.

    “Lascio il lavoro e vado a comperare da mangiare. Comincio a mangiare prima di arrivare a casa, ma in modo furtivo. Il cibo è nascosto nelle tasche, arrivata a casa inizio sul serio. Mangio finché lo stomaco mi fa male e non riesco più a continuare. E’ solo a questo punto che esco dalla trance e penso a quello che ho fatto”.

    PERDITA DI CONTROLLO

    Come detto prima, questa è la caratteristica fondamentale delle abbuffate compulsive, ma varia notevolmente da individuo a individuo. Alcune persone la sentono molto prima di cominciare a mangiare. Per altre c’è un’evoluzione graduale dal momento in cui iniziano ad abbuffarsi. Per altre ancora potrebbe arrivare all’improvviso, quando si rendono conto che hanno mangiato troppo. E’ interessante notare che alcune persone che si abbuffano da anni riferiscono che la sensazione di perdita di controllo si è attenuata con il tempo, perché l’esperienza ha insegnato loro che questi attacchi di abbuffate sono inevitabili, costruendo in tal modo una profezia che si autoadempie. Il fatto di progettarle, consente loro di esercitare un certo controllo su quando e dove avverranno, minimizzando così lo sconvolgimento delle proprie attività quotidiane. Pertanto sentono che in realtà non hanno perso il controllo. Tuttavia non è affatto vero, dal momento che non riescono ancora ad evitare le abbuffate; inoltre riferiscono di non essere capaci di smettere di mangiare una volta che hanno cominciato. Lo stesso vale anche quando s’interrompe un attacco bulimico. Le provviste possono essere esaurite, può suonare il telefono o può arrivare qualcuno. In questi casi l’abbuffata ricomincia più tardi, dal punto in cui era stata interrotta. E’ come se chi si abbuffa in questi momenti fosse “in pausa”.

    IL MODELLO DI AUTO-PERPETUAZIONE DELLE ABBUFFATE

    Spesso i soggetti in soprappeso presentano delle caratteristiche di personalità come il perfezionismo, la bassa autostima e l’insoddisfazione nei confronti della vita e verso sé stessi che talvolta li porta ad avere un’estrema preoccupazione per la forma e il peso corporeo. Per far fronte all’insoddisfazione vissuta per il peso e per la forma del corpo, una delle soluzioni adottate è quella di iniziare una nuova dieta, spesso molto ristretta, che consiste nell’evitare alcuni cibi, nella sensibile riduzione delle porzioni o addirittura nel saltare alcuni pasti. Lo stare a dieta induce un senso di deprivazione che può essere avvertito sia dal punto di vista fisiologico che cognitivo e ciò può scaturire l’insorgere del fenomeno dell’abbuffate. L’abbuffata compulsiva è una risposta naturale all’essere cronicamente in dieta e agli sforzi prolungati di mantenere un peso corporeo più basso. Tale comportamento può essere vissuto come fuori dal controllo personale, inducendo un senso di vergogna e di colpa per aver infranto le regole personali e per non essere stati, ancora una volta, capaci di controllarsi. Inoltre la paura di aumentare di peso può essere così forte da portare a misure compensatorie estreme come l’utilizzo del vomito autoindotto e/o l’abuso di lassativi e diuretici. Più di frequente, però, c’é il tentativo di riacquistare il controllo intraprendendo un nuovo periodo di diete che creeranno, con l’andare del tempo, un ciclo che diviene autoperpetuante, in quanto ad ogni nuova perdita di controllo sul cibo si avrà un peggioramento generale delle caratteristiche personali evidenziate all’inizio e un aumento delle preoccupazioni nei confronti delle forme e del peso corporeo. E’ solo quando la persona inizia ad interrompere questo schema mangiando normalmente, che gli impulsi ad abbuffarsi recedono, ed il cammino verso la guarigione può dirsi finalmente iniziato. I soggetti con questo disturbo che giungono in un ambulatorio specialistico presentano di solito gradi variabili di obesità, hanno una storia alle spalle di ripetuti tentativi di perdere peso e si sentono disperati per la loro incapacità di controllare l’assunzione di cibo. Fra questi c’è ancora chi continua ciclicamente a ripetere tentativi autonomi di limitare le calorie assunte, altri oramai hanno perso tutte le speranze di riuscirci. Questi soggetti hanno generalmente una storia di fluttuazioni di peso più marcata rispetto ai soggetti che non presentano il problema dell’alimentazione incontrollata.

    Medicina Estetica

    Il benessere è una dimensione che può essere allenata. Presso l’Ambulatorio del Dott. Oliva sono disponibili diversi trattamenti estetici per enfatizzare e amplificare gli effetti di una terapia dietetica dimagrante.

    La medicina estetica funzionale è inserita in un contesto guidato verso” la cura di sè” che contempla sia glia aspetti interiori che esteriori della persona.

    Vengono offerte opportunità di cura efficaci sia per il corpo che per il viso. Praticate direttamente dal Dott.Luigi Oliva che vanta anche in questo campo un’esperienza trentennale

    MESOTERAPIA

    La mesoterapia è una terapia iniettiva locale per la riduzione delle adiposià localizzate e per favorire il drenaggio veno linfatico in presenza di cellulite.
    Tramite un multiniettore  a cui sono collegati cinque aghi di appena 4 millimetri o il singolo ago si inietta la soluzione farmacologica o i principi attivi di origine vegetale.

    Un ciclo di terapia per il corpo è di 10-15 sedute una o due la settimana.

    Un ciclo di terapia per il viso è di  3-5 sedute con frequenza periodica

    La mesoterapia dimagrante viene associata a un percorso dietologico, quella rassodante o drenante è svincolta dalla dieta.

    La mesoterapia per il viso può essere associata ad altri trattamenti come l’acido ialuronico, vitamine, polinucleotidi.

    L’ELETTROLIPOLISI

    L’elettrolipolisi è una terapia particolarmente indicata per il dimagrimento localizzato gluteo femorale. L’eventuale ritenzione idrica distrettuale risente positivamente dell’azione di questa terapia. Tecnicamente si impiantano sedici aghi sottilissimi nel grasso sottocutaneo nelle zone da trattare e si collegano ad un’ apposita apparecchiatura.
    Un ciclo di terapia è di dieci sedute con frequenza settimanle e della durata di 40 minuti.

    Il dott. Oliva è uno dei primi medici ad averla effettuata in Italia. e l’unico Autore di un lavoro scientifico sperimentale in cui ha dimostrato gli effetti indotti della corrente nel grasso sottocutaneo.

    VELASMOOTH

    VELA Smooth è una nuova apparecchiatura basata sulla provata tecnologia elōs™ e sfrutta la combinazione di tre fonti di energia (radiofrequenza, luce a infrarossi e Vacuum). VELA Smooth manipola meccanicamente i legami fibrosi, la pelle e lo strato di grasso. Nello stesso tempo fonisce un effettivo riscaldamento al grasso sottocutaneo oltre ad aumentare la stimolazione al mitocondrio. I legami si tendono, le cellule subiscono lisi (crollano) e sono assorbite, il metabolismo dell’area viene aumentato. Il risultato finale è un aspetto più liscio e più regolare e una riduzione generale della circonferenza.

    La radiofrequenza condotta fa aumentare la diffusione intracellulare dell’ossigeno, stimolando il tessuto adiposo fino a una profondità di 5-15 mm.
    La luce a infrarossi fa aumentare l’elasticità della pelle e stimola il metabolismo,  proteggendo contemporaneamente la pelle da qualsiasi danno.
    I rulli massaggiatori distendono la pelle per facilitare un’emissione d’energia sicura ed efficace. Questa azione è facilitata dagli elettrodi rotanti e autopulenti che assicurano un perfetto contatto con la pelle ed un’emissione efficace dell’energia.

    SCLEROTERAPIA

    Tecnica iniettiva locale per le varicosità degli arti inferiori, i cosidetti “capillari” e le varici. Previo lo studio della funzionalità venosa con l’esame doppler, si pragrammano delle sedute con frequenza settimanle e di numero proporzionale all’entità delle varicosità. E’ una terapia indolore che non compromette le normali attività giornaliere. I risultati ottenuti vanno stabilizzati con delle sedute di richiamo periodiche. Da fare prima della stagione estiva.

    ACIDO JALURONICO

    L’acido jaluronico , nelle sue varie formulazioni, idrata, compatta e attenua le rughe. Idonei formulazione di acido jaluronico vengono utilizzare per dare volume alle labbra.

    E’ una tecnica iniettiva che ridona splendore alla pelle e riempie gli spazi che naturalmente si “svuotano” con l’età.

    L’acido jaluronico dà quello che speriamo diano le creme che utilizziamo quotidianamente.

    BIORIVITALIZZAZIONE

    Per una pelle più sana e compatta e per prevenire i “segni del tempo” si utilizzano principi attivi finalizzati alla rigenerazione cellulare . Utile in corso di dimagrimento per aumentare la tonicitaà del viso e del corpo.

     

    Volersi bene è anche avere rispetto del proprio corpo


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      Consento il trattamento dei dati personali secondo gli art.7 e 13 del D.Lgs 196/03.

       

      Mesoterapia estetica: meccanismi di azione

      La Mesoterapia estetica è un trattamento medico che consiste nell’introduzione di sostanze attive mediante molteplici microiniezioni intradermiche superficiali al fine di correggere l’invecchiamento cutaneo, le rugosità, la cellulite, le adiposità localizzate.

      Particolarmente efficace nelle disfunzioni venose, linfatiche e nella mobilizzazione del grasso sottocutaneo dei glutei, addome e degli arti inferiori.

      Si tratta di un trattamento molto efficace, sempre che si realizzi nelle condizioni adatte e con i principi attivi corretti.

      Si tratta di un procedimento medico:

      • indicato per uomini e donne, incluse persone molto giovani;
      • con effetti terapeutici superiori e dimostrati a qualsiasi altra via di applicazione di una sostanza attiva;
      • con controindicazioni ed effetti secondari poco frequenti;
      • tecniche di facile applicazione;
      • ideale da combinare con altri procedimenti (filler, laser, IPL). Permette di ottimizzare i risultati di questi ed aumentare a sua volta la compliance del paziente.

      La mesoterapia ha 3 meccanismi d’azione:

      1. Stimolazione fisica (stimolo di origine meccanica prodotto dall’ago)
      2. Effetto farmacologico (dovuto all’azione di una soluzione o di una sequenza specifica di sostanze attive)
      3. Micro-dosaggio (la soluzione iniettata in micro dosi attiva un maggior numero di recettori cutanei)

       

      MESOTERAPIA VISO

      • Fornisce un’idratazione extra
      • Ridisegna il contorno del viso
      • Ammorbidisce le linee d’espressione e le rughe
      • Apporta turgore ai tessuti
      • Migliora la flaccidità
      • Uniforma la pigmentazione cutanea
      • Migliora la microcircolazione locale

       

      MESOTERAPIA CORPO

      • Attiva la mobilizzazione di grassi
      • Stimola il drenaggio linfatico e venoso
      • Attiva la microcircolazione sanguigna
      • Migliora l’interscambio di ossigeno nei tessuti
      • Aumenta la compattezza cutanea ( aumento del collagene)