12

febbraio

2018

Il microbiota umano

L’intestino umano ospita miliardi di batteri che convivono in simbiosi con il nostro organismo senza danneggiarlo; il numero di questi batteri supera di circa 10 volte la totalità delle nostre cellule.
Ogni persona ha una composizione differente e altamente variabile di microrganismo intestinali che svolgono un ruolo cruciale per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per i processi digestivi.
Con il termine “microbiota” si intende proprio l’insieme di questi microrganismi intestinali mentre con il termine “microbioma” intendiamo l’insieme dei geni di tali microrganismi.
Il microbiota umano inizia a svilupparsi subito dopo la nascita, o meglio durante il parto, quando il feto viene esposto ai primi batteri presenti nell’ambiente extra-uterino.
I bambini nati attraverso il parto cesareo hanno un microbiota intestinale differente rispetto a quelli nati attraverso parto naturale, il che potrebbe renderli più facilmente soggetti a sviluppare diverse malattie durante la vita adulta come sovrappeso e obesità.
Il microbiota poi si modifica durante tutto l’arco della vita. Può essere influenzato dall’utilizzo di farmaci e integratori, da diverse condizioni ambientali o patologiche, dall’età e soprattutto dalla dieta.
Cambiamenti nelle abitudini alimentari sono in grado di modificare il microbiota grazie ad alcuni componenti specifici della dieta, come la fibra e i prebiotici, che favoriscono lo sviluppo di alcuni ceppi batterici piuttosto che altri.
Anche aumenti o perdite di peso possono modificare la composizione del microbiota.
Diversi studi mettono in luce come l’eccesso ponderale in alcuni casi possa essere associato ad una alterazione della flora batterica intestinale, infatti le persone obese tendono ad avere una composizione diversa dei batteri rispetto agli individui normopeso.
Non è ancora chiaro però se la composizione alterata del microbiota sia una causa o una conseguenza dell’obesità.
Una delle ipotesi maggiormente accreditate è che alcuni ceppi batterici possano aiutare l’organismo a ricavare una maggiore quantità di energia dai nutrienti, favorendo così l’aumento di peso a parità di alimenti ingeriti.

Giulia Puggioli-dietista-

 

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