21

gennaio

2018

Il BMI, calcola il tuo bmi

Misurare il BMI rappresenta il metodo ad oggi più diffuso e utilizzato per la classificazione della popolazione in normopeso, sottopeso e sovrappeso e per la valutazione degli eventuali rischi correlati. Tuttavia è bene conoscere da cosa è determinato questo valore e cosa influisce su di esso.

Il BMI ( o IMC = Indice di massa corporea) è l’indicatore oggi più utilizzato nella valutazione clinica e nella classificazione del Sovrappeso e dell’Obesità.

Il suo valore numerico si ottiene dal rapporto del peso espresso in Kg e l’altezza espressa in m al quadrato.

Il BMI, nonostante sia un metodo di misurazione del grasso totale più accurato rispetto al peso corporeo considerato da solo, presenta tuttavia dei limiti di cui bisogna tenere conto:

  1. in presenza di soggetti con massa muscolare molto sviluppata, il valore del BMI tende a sovrastimare la presenza di grasso corporeo;
  2. in soggetti che hanno subito un’importante perdita muscolare (es. soggetti anziani o soggetti allettati per lunghi periodi di tempo) il BMI tende a sottostimare la quantità di grasso corporeo;
  3. in soggetti con statura inferiore ai 150 cm o superiore ai 200 cm il valore del BMI può corrispondere a erronee indicazioni di sottopeso e sovrappeso dei soggetti stessi.

I ricercatori della Oxford University hanno recentemente aggiornato il calcolo del BMI con una nuova formula che individua la quantità di grasso effettiva del proprio corpo. Il metodo classico (peso/altezza al quadrato) corrisponde invece a un semplice calcolo matematico che risale al 1830, a cura dello scienziato belga Adolphe Quetelet.

“Si tratta di una stima approssimativa che non tiene conto dei soggetti con altezze inferiori o superiori alla norma ” spiega Nick Trefethen docente di analisi numerica all’Universita’ di Oxford e autore del nuovo meccanismo di calcolo ”Il nostro algoritmo e’ invece preciso poiché  bilancia più accuratamente il peso con l’altezza”.

Il nuovo calcolo, che presenta maggiori complessità rispetto al precedente si realizza cosi’:

1,3 moltiplicato per il peso del soggetto; il risultato deve essere diviso per l’altezza, elevato a 2,5.

”Con il metodo classico le persone basse pensano di essere più magri del reale e i molto alti credono di essere più grassi di quanto non siano in realtà. Si tratta di un conto che andava bene in tempi in cui non esistevano i calcolatori. Col nuovo calcolo” precisa il matematico ”chi misura meno di 1 metro e 52 guadagna 1 punto di BMI (e risulterà quindi più grasso) chi si avvicina ai 2 metri di altezza perde 1 punto (risultando quindi al calcolo con meno grasso)”.

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