12

dicembre

2017

La prescrizione dietetica

La prescrizione dietetica che accompagna la terapia educazionale dell'obesità, è un punto cardine da cui può dipendere il successo o il fallimento terapeutico.

La maggior parte degli autori concorda sull’opportunità della perdita del 10% del peso corporeo, poiché tale risultato sembra determinare un beneficio metabolico importante.

Perdite di peso maggiori non sono necessariamente da ricercare, perché la componente genetica attiverebbe in quel caso meccanismi di difesa quali l’adattamento metabolico.

L’adattamento metabolico, ovvero la riduzione del dispendio energetico che avviene in riposta ad un regime restrittivo, sembra essere infatti una condizione di ostacolo al dimagrimento.

Una dieta si definisce restrittiva quando il suo apporto calorico é inferiore al dispendio energetico a riposo del soggetto (metabolismo basale).

Solo la misurazione del dispendio energetico, pertanto, può quantificare l’apporto di calorie e nutrienti da prescrivere per ottenere una perdita di peso ottimale senza che siano prodotti danni.

Nella pratica terapica dell’ambulatorio dietistico specialistico del dott. Oliva, per esempio, dopo circa 5000 misurazioni del dispendio energetico dei nostri pazienti, abbiamo potuto verificare come il consumo energetico a riposo sia quasi sempre differente e spesso maggiore del dispendio calorico predetto dalla formula di Harris-Benedict (la più usata nella pratica clinica).

Quest’ultima, infatti, non tiene conto di tutti i fattori che possono influenzare il dispendio energetico quali:

  • eventuale stato di patologia
  • abituale apporto calorico
  • macronutrienti della dieta
  • tendenza alla sedentarietà
  • quantità di massa magra metabolicamente attiva
  • attività del sistema nervoso simpatico
  • trattamenti dietetici precedenti
  • assetto ormonale tiroideo estrogenico e sensibilità all’insulina.

Gli obesi sani che si iperalimentano, ad esempio, hanno dei valori ben superiori rispetto ai valori teorici. E tra gli obesi, quelli con accumulo di grasso prevalentemente viscerale hanno un dispendio maggiore rispetto ai ginoidi con obesità prevalentemente sottocutanea.

Se è vero che il costo calorico per chilogrammo di peso è maggiore nei soggetti con composizione corporea tendente al magro è altrettanto vero che il dispendio totale nei soggetti obesi è ben superiore rispetto ai normopeso.

Il dispendio energetico in un soggetto di riferimento è di circa 25 calorie per chilogrammo di peso che diventa 30-40 negli sportivi e 15-20 negli obesi. 
Un normopeso di 70 chili avrà una spesa energetica a riposo di 2100 calorie mentre un obeso di 120 chili avrà un dispendio di ben 2400 calorie.

Questo livello calorico elevato ci permette di prescrivere diete sazianti (pari al metabolismo) e di ottenere il dimagrimento grazie all’attività motoria quotidiana.
 Nel nostro Ambulatorio di Mestre con Sense Wear Armband è possibile misurare anche le calorie consumate con le attività motorie giornaliere. La prescrizione dietetica sarà pertanto ancora più mirata alle esigenze individuali per aiutare il soggetto a gestire al meglio il suo peso corporeo
 e a perdere peso in modo sano ed equilibrato.

Articoli correlati