10

maggio

2019

Resistere alla tentazione

Mi basta vedere o annusare il cibo per ingrassare

Sarà vero? Quello che è certo è che spesso sentiamo questa frase provenire da chi ha problemi di peso e ha difficoltà nel perderlo. Nonostante l’affermazione sembri assurda, probabilmente c’è un fondo di verità.

Il profumo e l’aroma di alcuni cibi possono infatti rendere più acuta la spinta impulsiva verso di essi e scatenare la necessità di ottenere una gratificazione immediata. In alcuni periodi dell’anno (come le festività) o in occasione di eventi particolari (ad es., compleanni, cene e pranzi al ristorante) o ancora alla vista di immagini di cibi particolarmente invitanti è molto difficile resistere.

Quante volte sentendo un odore, guardando una foto di un buon piatto o l’insegna di un fast-food ci siamo ritrovati ad aver voglia di mangiare quel particolare cibo?

Qual è la ragione di questo meccanismo? Ce lo spiegano Alain Dagher e colleghi. I ricercatori canadesi hanno condotto un interessante studio presso il Montreal Neurological Institute and Hospital della McGill University.

Un primo aspetto importante è che la risposta della fame è regolata da un ormone (GRELINA) nello stomaco che ha il compito di incoraggiare l’assunzione di cibo e ci rende quindi più vulnerabili all’odore dei cibi calorici e saporiti.

Inoltre, la grelina, oltre ad incoraggiare l’assunzione di cibo, favorisce la produzione di DOPAMINA, un neurotrasmettitore – secreto in particolari regioni del nostro cervello – coinvolto nella percezione della ricompensa.


LO STUDIO DI DAGHER et al (2018)

Chi?

Il campione

38 individui sani.

Come?

Il metodo

Ai partecipanti veniva data una dose di grelina. Durante una sessione di risonanza magnetica funzionale, i partecipanti venivano esposti a una varietà di odori di cibo e non, mentre guardavano contemporaneamente delle immagini di oggetti di uso comune. I partecipanti erano così portati ad associare le immagini con i diversi odori.

Cosa?

I risultati

Grazie all’analisi dei dati di risonanza, i ricercatori hanno mostrato come i partecipanti a cui avevano iniettato grelina mostravano una maggiore attività cerebrale nelle regioni coinvolte nei meccanismi di ricompensa, durante la visione di immagini associate con odori di cibo (e non oggetti). Questo significa che la grelina interviene nei meccanismi alla base della ricompensa associata agli odori di cibo.

Un secondo interessante risultato riguarda la piacevolezza delle immagini. Ad ogni partecipante veniva chiesto di valutare la piacevolezza delle immagini associate agli odori di cibo. I risultati hanno mostrato che la grelina aumenta la percezione di piacevolezza delle sole immagini che sono associate con gli odori di cibo (e non di quelle associate con odori neutri).

Quindi?

Le conclusioni

La grelina sembra quindi essere associata ai meccanismi che guidano il nostro comportamento alimentare.

In persone affette da obesità, questo ormone potrebbe essere tra i responsabili di una anormale reattività agli stimoli cibo: potrebbe cioè essere responsabile dell’elevata attrazione verso cibi calorici e gustosi o verso immagini di cibo (ad es., pubblicità o insegne di fast-food). Ci potrebbe essere quindi il coinvolgimento di determinati ormoni e regioni cerebrali alla base di una maggiore vulnerabilità e sensibilità verso questi stimoli ricompensanti.

Potremmo parlare di una ipersensibilità “genetica”? Presto per dirlo. Per quanto questi risultati siano interessanti, costituiscono solo un primo passo verso la comprensione del complesso e complicato problema dell’obesità. In generale però, lo studio dei meccanismi alla base di questa condizione è fondamentale per aiutare a definire interventi mirati per la terapia del sovrappeso e dell’obesità e, in futuro, per la prevenzione del comportamento di iperalimentazione.

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