23

gennaio

2018

Il pensiero dietologico

I chili di troppo, si sa, si vorrebbe svanissero all'improvviso: i famosi sette chili in sette giorni, anche se appartengono al mondo dei sogni, spesso diventano una meta irraggiungibile e quindi frustrante per chi continua a sognare a occhi aperti.

I chili di troppo, si sa, si vorrebbe svanissero all’improvviso: i famosi sette chili in sette giorni, anche se appartengono al mondo dei sogni, spesso diventano una meta irraggiungibile e quindi frustrante per chi continua a sognare a occhi aperti.

La realtà dietologica corretta è però diversa perché si basa sul lungo periodo e bandisce le diete rigide.

Essere magri ed esserlo per sempre è possibile solo se si punterà su un pensiero dietologico corretto e non sull’imposizione di regole alimentari rigide, spesso fantasiose e prive di qualsiasi valore scientifico.

Per pensiero dietologico si intende l’insieme di idee, convinzioni e comportamenti che, se corretti, ci permettono di raggiungere e mantenere per sempre non solo il peso corporeo ma anche e soprattutto quel giusto equilibrio che rispecchia il nostro benessere psicofisico.

La certezza della perdita di peso nel lungo periodo ci permetterà di puntare non più su una dieta ma ad un comportamento alimentare che dovrà essere basato sul controllo; pertanto il programma dimagrante prevederà sì la dieta intesa come regola ma anche la trasgressione, ossia il potersi concedere ogni tanto quel cibo o quei cibi che sono in quel determinato momento importanti da assumere.

La differenza sostanziale, in questo diverso modo di affrontare la sfida ai chili di troppo, sta nel fatto che la dieta rigida senza la possibilità di trasgredire è destinata ad essere interrotta in un periodo più o meno breve.

L’interruzione che ne consegue, darà inizio ad un periodo di incapacità a controllare l’assunzione di cibo che annullerà immediatamente l’effetto della dieta appena conclusa.

Il programma basato sull’autocontrollo potenzierà, invece, la capacità di gestione del cibo, che si tradurrà nella non perdita del controllo e quindi nel mantenimento del risultato ottenuto.

 

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