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gennaio

2018

I sensi di colpa nella dieta: impariamo a gestirli

E’ la restrizione cognitiva ovvero il proposito di rispetta una Legge dietologica ferrea, senza dare ascolto al nostro Desiderio, che innesca i Sensi di colpa

Ogni qual volta ci si propone di iniziare e portare a termine una dieta rigida, alla fine si finisce sempre per mangiare quei cibi proibiti, anche se ci si era proposto di non farlo più.

Ed ecco che dopo averli mangiati  scattano immediatamente i sensi di colpa: si sperimenta il fallimento e insorge uno stato depressivo che ci porta, ahinoi, a consolarci con altro cibo.

Altro cibo che segna però l’inizio di un altro periodo senza controllo con la conseguenza di un repentino aumento di peso che accentuerà la nostra depressione, e di conseguenza il nostro fallimento.

Si inizierà nuovamente a mangiare senza controllo, abbandonando l’idea della dieta perché solo cosi, almeno apparentemente, si pensa di stare meglio.

“Non sono a dieta, quindi posso mangiare sperando in un’altra dieta, in un altro tentativo dietologico”

Dimentichiamo però che ogni tentativo dietologico sarà per forza di cose fallimentare se non cambierò il modo di rapportarmi con il cibo, adottando un modo di pensare dietologico per non fallire ulteriormente.

E’ sbagliato il principio: il pensiero cioè della dieta rigida, senza possibilità di trasgressione.

La capacità di sapere trasgredire, infatti, non innesca i sensi di colpa e la spirale quindi di pensieri e comportamenti che ci portano a mangiare sempre di più e sempre senza controllo.

La maggiore assunzione di cibo ci porterà da una parte al fallimento del tentativo dimagrante e dall’altra a sviluppare a livello psicologico pensieri fallimentari che sono essi stessi causa di ricerca di cibo e quindi di aumento di peso.

Questa esperienza ripetuta nel tempo può portare ad un’incapacità di iniziare un’altra dieta e quindi all’apparente accettazione cronica dei chili di troppo.

Nasce in questo modo l’obesità cronica di tipo psicogeno, ma la sua insorgenza può essere evitata e bloccata in tempo, oppure curata.

C’è sempre un modo per uscire dal circolo vizioso che porta al desiderio di dimagrire, al fallimento, e al recupero dei chili persi. Bisogna cambiare testa ma è importante anche cambiare l’approccio alla dieta stessa: da una dieta dimagrante, bisogna spostare il focus verso una dieta funzionale.

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