13

dicembre

2017

Diaobesità: obesità e diabete

L’attenzione verso un’alimentazione equilibrata e un adeguato livello di attività motoria sono in grado di prevenire e curare il diabete di tipo 2, malattia che assume dimensioni sempre più preoccupanti.

Diaobesità, neologismo che mette in evidenza la stretta relazione tra obesità e diabete. L’una condizone alimenta l’altra cosi come la cura.

Le persone affette da diabete di tipo 2 sono spesso in sovrappeso e sedentari. La cura del sovrappeso e della sedentarietà indirettamente cura anche il diabete.

L’alimentazione del diabetico di tipo 2 sostanzialmente non si differenza dall’alimentazione del soggetto sano che tende all’obesità, cosi come la prescrizione dell’attività motoria che rappresenta un farmaco naturale altamente efficace nella gestione delle due condizioni.

La prescrizione dietetica come apporto calorico deve soddisfare le richieste metaboliche ed essere almeno pari al metabolismo basale che può essere stimato con la Calorimetria Indiretta.

Il dispendio energetico attivo dovrebbe essere di almeno il 20/30% in più rispetto al basale e lo si può ottenere con circa 10/15 passi al giorno o con una camminata di almeno un’ora frazionata in sessioni non inferiori ai dieci minuti.

Una prescrizione corretta è preceduta pertanto da una valutazione strumentale con la calorimetria indiretta (misura del metabolismo basale) e l’armband (monitoraggio dello stile di vita).

Dati americani avevano rivelato che 34.000 su oltre 55.000 decessi per diabete erano causati dall’obesità; studi epidemiologici hanno dato una risposta positiva, sull’esistenza di una correlazione fra i due fattori.
Gli studi genetici hanno messo in evidenza che alterazioni metaboliche presenti in questi soggetti hanno come prima manifestazione l’insulina resistenza prima ancora dell’alterazione del metabolismo del glucosio e del peso.

L’epidemiologia moderna ha dato una risposta convincente a tale convinzione: nei soggetti con familiarità per il diabete il BMI è significativamente più elevato rispetto a quello dei soggetti senza familiarità. Negli indiani Pima, una tribù con elevata prevalenza di diabete, è stata dimostrata una stretta correlazione tra familiarità per il diabete ed obesità.

Nella relazione fra familiarità-diabete e obesità si è osservato che la prevalenza del diabete aumenta in modo consistente con l’aumentare del peso e del grado di familiarità per il diabete: nello studio di E. M. Allen, si è visto che, sul cane parzialmente pancreasectomizzato in concomitanza con aumento di peso,compariva il diabete; quando il peso veniva riportato alla normalità il diabete scompariva completamente.

 

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