6

maggio

2018

Ridurre le porzioni può servire ?

Ridurre le porzioni per limitare le calorie introdotte.

Mangiare una minore quantità di cibo per evitare di ingrassare.

Muoversi di più per avere un bilancio energetico favorevole.

E’ vero sono delle verità ma sono solo verità energetiche.

Il bilancio, alla fine, se positivo fa ingrassare se negativo fa dimagrire. Il nostro corpo sembra un calcolatore asettico, un contenitore vuoto.

L’obeso è sempre il solito incapace che vuole ingrassare, di bassa cultura o scolarità appartenente ad un ceto sociale basso. L’ha fotografato l’Istat, la stessa che misura l’inflazione.
 Sembra che le malattie scelgano dove volere alloggiare.

“Riduci le porzioni mangia meno e dimagrisci”

La ricetta che salta la diagnosi e semplifica la terapia. 
Ma perché un dietologo deve essere prima medico e poi specialista in scienza dell’alimentazione?
 Perché bisogna investire in dieci anni di univesità? 
Perché il medico si avvale della consulenza psicologica nella terapia dell’obesità?
L’organizzazione mondiale della sanità considera l’obesità una malattia cronica.

 L’aspettativa di vita sia qualitativa che quantitativa è più bassa nell’obeso rispetto al normopeso.

 La perdita del 10% del peso iniziale riduce di un terzo il rischio di malattia.

Perché allora non sensibilizzare adeguatamente la popolazione sull’aspetto medico? 
Fai prevenzione o fatti curare da chi ha le competenze e i titoli per farlo. Il medico.

Incominciamo a dire alle persone di non farsi imbrogliare dai venditori televisivi o farsi “curare” dai commercianti di diete.

Si metta la museruola ai pitbull dei prodotti dimagranti e nei salotti televisivi dove si parla di obesità non si intervisti la solita attrice magra “per grazia ricevuta” che decanti la sua bravura a mantenersi in forma nonostante mangi di tutto e di più.

L’obeso è prima una persona e poi una massa grassa. Le calorie non ha senso contarle se non si tiene conto delle emozioni. L’obeso non ha deciso lui di ingrassare. Ma la sua malattia lo porta a pensare e a comportasi in maniera utile all’aumento di peso. Non serve a niente contare le calorie senza la bonifica di idee e comportamenti disfunzionali.

Nasce prima l’obesità e poi l’obeso.

L’obesità è fatta di alterazioni, disfunzioni che fanno accumulare facilmente il grasso e che ne ostacolano lo smaltimento.
 A parità di assunzione di cibo esiste il soggetto normopeso, sovrappeso o obeso.

Diverse condizioni per lo stesso apporto di cibo. Esiste infine il soggetto che ingrassa solo perché mangia tanto e male.

 Abituiamoci a distinguere l’ingrassato dall’obeso e le risposte dimagranti saranno differenti.

Si potrà passare dal semplice consiglio alla terapia vera e propria, più o meno semplice, più o meno complessa ma che è e deve essere di esclusiva competenza medica.

Articoli correlati