7

dicembre

2017

Salute: da consapevolezza a scelta

Per raggiungere un benessere personale fisico e psichico è importante anche poter disporre di informazioni e conoscenze corrette relative alla salute e a cosa è opportuno fare per mantenerla.

Il personale medico specializzato, la letteratura sull’argomento, le esperienze di cura di persone che hanno già effettuato un percorso di salute, sono elementi utili per confrontarsi e parlare di un proprio stato o disagio.

A volte non si sta bene ma di questo malessere, dell’insoddisfazione per sé e il proprio corpo, non si sa neppure se abbia un nome, si evita di guardarlo perché fa paura e si pensa che non ci sia rimedio, ci si nasconde perché crea sensi di vergogna e di colpa e si teme il giudizio del mondo esterno.

È invece importante sapere che ci sono molte altre persone che possono essere nella nostra condizione e che ci sono specialisti e cure preposti a trattare adeguatamente i disturbi relativi al corpo e al comportamento alimentare. Fare da soli per cercare di risolvere un disturbo alimentare il più delle volte aggrava e cronicizza il disturbo stesso.

Conoscersi per aiutarsi

Conoscere, è il primo passo per conoscersi e affidarsi a chi può aiutarci; il primo passo utile da fare per la propria salute, per ordine e per importanza, è iniziare a cambiare il proprio modo di pensare.

Non si tratta di fare un’altra dieta, di privarsi del cibo bensì si tratta di iniziare a riflettere, a prendere consapevolezza delle proprie abitudini, dei propri comportamenti nutrizionali e quotidiani, delle proprie idee e delle informazioni acquisite, spesso in modo erroneo a causa dell’assenza di una corretta educazione scientifica in merito.

Solo dopo questo fondamentale passaggio di conoscenza e di mutamento all’interno di un nuovo sistema di pensieri e di parametri relativi alla salute è possibile compiere scelte efficaci, consapevoli e durature per il proprio benessere. E’ una dimensione complessa che ciascuno è libero di scegliere e costruire e non è assolutamente riducibile ad un numero di chili. Anche quando si pensa che il proprio unico problema sia il peso e ci si ostina a fare diete su diete da un numero dimenticato di anni, nulla potrà migliorare se prima non si cambia o non si chiede un aiuto professionale per poterlo fare.

Il primo passo non è far scendere o salire l’ago della bilancia, perché questa sarà una naturale conseguenza se ci si inserisce in un percorso di modifica e miglioramento di stile di vita globale finalizzato al benessere.

La diaita per tutti

I tre elementi fondamentali del benessere su cui lavoriamo con i nostri pazienti (il cibo corretto, l’attività motoria costante, la cura di sé) sono dunque scelte di salute che tutti dovrebbero consapevolmente fare. La stessa diaita per tutti, al di là del proprio peso corporeo.

Non è il peso che li differenzia ma la loro attitudine (polimorfismi genetici) che li porta a esprimersi in modi differenti. L’unica differenza, per esempio, tra persona normopeso e persona obesa, è che mentre la prima è per natura portata ad andare in questa direzione, la seconda va verso la direzione opposta, cioè verso la pigrizia, la sedentarietà, un minore interesse e attenzione a sé, una scorrettezza alimentare per quantità, qualità, ordine.

La problematica sovrappeso/obesità, inquadrata secondo tali linee, viene perciò ad appartenere al contesto della normalità della salute e non più della diversità penalizzante e cronica: una stessa strada per tutti, in cui c’è chi sta andando nella direzione corretta e chi invece deve essere aiutato a invertire il senso di marcia.

Paradossalmente, a partire dalla domanda di cura, per arrivare alla diagnosi e alla strategia terapeutica, per tutti abbiamo lo stesso traguardo: la diaita. Questa lettura può diventare funzionale e utile allo stare bene nella percezione di benessere del paziente, il quale – sgravato dal peso della colpa, dal senso di fallimento, giudizio e impotenza – viene innanzitutto informato ed educato, poi sostenuto e responsabilizzato nella costruzione di un percorso consapevole di salute e di crescita personale.

L’obesità e disturbi del comportamento alimentare (DCA)

Da una condizione penalizzante, colpevolizzante , senza molte speranze, si passa a una condizione modificabile in positivo, motivante, su cui si può lavorare insieme e con buona riuscita. L’aumento delle nuove forme dei disturbi del comportamento alimentare (spesso abbreviati in DCA) a fronte di un calo dei casi tipici di anoressia e bulimia nervosa a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, ci porta a fare queste considerazioni.

L’obesità intesa fi no a qualche decennio fa come uno stato di benessere fisico ed economico si è “arricchita” di significati antiestetici, di malattia, scarsa forza di volontà; è diventata uno stigma sociale con tutti i relativi danni psicologici.

Anoressia, bulimia, obesità da significati e posizioni diametralmente opposti confluiscono oggi in un corollario di sintomi che le accomuna. Oltre i rigidi confini delle etichette, della classificazione delle malattie, c’è un universo di sintomi, corollario di un disagio che, tra le sue manifestazioni, arruola corpi diversi per forma e dimensioni. Corpi diversi uniti da un intenso malessere e un forte grido di aiuto. Una richiesta di benessere che oltre il corpo e il cibo svela la sofferenza dell’anima. Solo un approccio globale, interdisciplinare e sinergico può dare delle risposte a chi vive da tanto tempo prigioniero di un corpo troppo magro o troppo ingombrante. Corpi uguali storie diverse… stesse storie, corpi differenti.

Tratto dal libro “Corpi uguali, storie diverse” del dott. Luigi Oliva

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