10

gennaio

2018

La prevenzione del cancro al colon

Il cancro colorettale (CCR) rappresenta la seconda causa di morte per cancro nei due sessi ; nella stragrande maggioranza dei casi il processo neoplastico si realizza con un evoluzione dell’epitelio intestinale che avviene in molti anni e questo rappresenta un’opportunità ideale per interventi di prevenzione diretti ad interrompere la storia naturale della malattia in una delle fasi evolutive che precedono l’insorgenza del cancro.

Tra gli interventi di prevenzione si distinguono:

  • la prevenzione primaria che ha  l’obiettivo di evitare l’insorgenza dell’adenoma ed è diretta alla popolazione generale;
  • lo screening diretto ai soggetti asintomatici a rischio intermedio per identificare e trattare gli adenomi in stadi più precoci di quanto si osserva nei soggetti sintomatici;
  • la sorveglianza , che ha lo stesso obiettivo dello screening ma è diretta ai soggetti ad alto rischiio per questo cancro.

È noto che il CCR sia correlato gli stili di vita occidentali fortemente caratterizzato dall’assunzione di diete ad alto contenuto di acidi grassi saturi  e povera di fibre il cui effetto protettivo dipenderebbe dall’aumento della massa fecale che diluisce i carcinogeni e riduce il loro contatto con la mucosa accelerando il transito.

Molti studi epidemiologici mostrano un aumento di incidenza di CCR nei grandi consumatori di carne rossa , le ipotesi patogenetiche sono numerose: stimolo alla secrezione di insulina endogena con azione mitogena, incremento di grassi saturi, di ferro emico , di amine eterocicliche (effetti dovuti alla modalità di cottura della carne , alte temperature >200° , tempi prolungati e superfici carbonizzate). Dati relativi all’assunzione di calcio e vit D hanno mostrato una modesta ma significativa riduzione del rischio di insorgenza di cancro e adenomi, per quanto riguarda l’acido folico gli studi sono contrastanti , importanti invece sono la correlazione inversa tra vitamina B6 e CCR soprattutto negli alcolisti . Al momento quindi non sono ben note informazioni sui singoli componenti alimentari ma vi è una forte correlazione tra CCR e stili alimentari che comportano importanti consumi di carni rosse e carboidrati raffinati . Le prime per la presenza di amine eterocicliche prodotte da metodi di cottura basate su alte temperature e tempi prolungati , e sulla presenza in prodotti conservati quali salumi ed affettati di conservanti quali nitriti e nitrati usati come antimicrobici ed antisettici che nell’organismo vanno incontro a trasformazioni in nitrosammine ( probabili cancerogeni per l’uomo secondo l’AIRC) i secondi per lo scarso utilizzo di fibra alimentare e il conseguente accumulo di acidi biliari a livello intestinale.

Tra i meccanismi patogenetici legati all’obesità ed al sovrappeso sono coinvolti la resistenza insulinica e l’iperinsulinemia ma anche uno stato pro infiammatorio legato alla presenza di grasso viscerale in sede addominale (organo endocrino a tutti gli effetti ). Infine anche l’attività fisica avrebbe una correlazione inversa con il CCR giacchè ridurrebbe la produzione di insulina e lo stato infiammatorio e ridurrebbe l’adiposità viscerale.

Per riassumere le raccomandazione per la prevenzione primaria del CCR sono le seguenti:

  • ridurre l’assunzione di grassi al 30%
  • includere nella dieta ogni giorno frutta e verdura
  • assumere alcolici con moderazione ( 1 bucchiere di vino a pasto)
  • mantenere un peso sano
  • aumentare l’apporto di fibra a 20-30 g al giorno
  • minimizzare il consumo di cibi salati, conservati o affumicati o nel caso abbinarli ad alimenti ricchi di vitamina C in grado di impedire la formazione di amine eterocicliche ( esempio marinatura con succo di limone per le carni alla griglia e consumo di frutta dopo un pasto che preveda salumi: panino e prosciutto seguito da kiwi !)
  • bilanciare l’apporto calorico con l’attività fisica.

fonte : Manuale di Gastroenterologia Unigastro 2013-2015

Federica Mercuri -dietista-

 

 

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