3

maggio

2018

Etichetta: sai cosa mangi

Comprare un prodotto a scatola chiusa non è mai facile. L’etichetta nutrizionale dovrebbe aiutare il consumatore a capire cosa contengono gli alimenti che porta in tavola. Se il tipo di stampa e la grafica sono lasciate all’estro del produttore, le informazioni in essa contenute devono invece seguire regole precise stabilite dalla legge. Ma l’indubbia utilità dell’indicazione del valore nutrizionale degli alimenti non sempre è comprensibile a tutti.

In Italia un decreto legislativo del 1992 (successivamente aggiornato) stabilisce quali informazioni devono essere obbligatoriamente presenti sull’etichetta dei prodotti alimentari:

•        Ingredienti, in ordine decrescente di quantità presente nel prodotto. Purtroppo però se l’ingrediente non supera il 25% del totale, non è necessario dichiararne la composizione: questo è, non solo, fondamentale per le persone che soffrono di allergie alimentari (questo sistema attualmente viene usato solo per gli alimenti senza glutine), ma anche per finalmente sapere la qualità della materia grassa utilizzata come ingrediente (l’attuale dicitura prevede solo ’olio vegetale’ senza specificarne il tipo).

•        Quantità di prodotto contenuta al netto della tara e, se immerso in un liquido, deve essere indicato anche il quantitativo di prodotto sgocciolato. Da notare che questa specificazione non comprende i prodotti sott’olio in quanto quest’ultimo viene considerato un vero e proprio ingrediente: non è quindi possibile sapere la quantità di olio e di tonno presenti in una scatoletta.

•        Marca e denominazione: La legge prevede che il prodotto possa chiamarsi in un determinato modo solo se possiede particolari caratteristiche di qualità (es. ’succo di frutta’ soltanto una bevanda che contiene almeno il 40-50% di succo di frutta). Non deve comunque essere confuso il nome commerciale con la denominazione del prodotto, ma deve essere sempre accompagnato dalla descrizione dello stesso (es. non basta scrivere ’sottilette’ ma deve essere presente anche la dicitura ’formaggio fuso a fette’).

•        Data di scadenza e tempo minimo di conservazione. Il più delle volte però i tempi di scadenza dettati dal consumatore sono solo indicativi ’da consumarsi preferibilmente entro…’ e per di più non è obbligatoria una data di confezionamento.

•        Numero di lotto utile: In caso di alterazione o contaminazione, basterà l’analisi di un campione per ritirare dal mercato tutto il lotto prodotto nelle stesse condizioni.

•        Istruzioni per l’uso: obbligatorie solo se indispensabili per un buon utilizzo del prodotto (es. zuppa in scatola da diluire, oppure purè liofilizzato da ricostruire con acqua e sale).

•        Temperatura di conservazione: indispensabili per i prodotti deperibili e per i surgelati, in cui va indicata anche la modalità di stoccaggio (congelatore, frigorifero, freezer).

•        Nome del produttore e sede dello stabilimento.
 
Nel 1993 un altro decreto stabilisce invece l’etichettatura nutrizionale, cioè le informazioni sulle caratteristiche nutrizionali degli alimenti, quali l’apporto calorico, proteico, lipidico, glucidico,…
L’etichetta nutrizionale non è perciò obbligatoria, tranne per quei prodotti che dichiarano caratteristiche particolari dal punto di vista nutritivo (per esempio ’a basso contenuto calorico’, ’vitaminizzato’, ’ricco in fibra’).
 
Nel caso si voglia fornirla, bisogna allora farlo con criteri precisi indicati dalla legge:

Etichetta concisa, che contiene solo le calorie totali e le quantità di proteine, grassi e carboidrati;

Etichetta completa, che indica anche zuccheri, acidi grassi saturi, fibre e sodio

Una vitamina o un sale minerale vanno indicati se presenti nel prodotto >15% della razione giornaliera raccomandata (RDA).

•        Tutti i nutrienti vanno indicati per 100 grammi o 100 ml di prodotto, talvolta anche (ma non obbligatoriamente) per porzione.

 

L’ETICHETTA IDEALE

•        Non facoltativa, ovvero lasciata alla discrezione del produttore, ma obbligatoria per tutti gli alimenti confezionati e facilmente leggibile da tutti.

•        Sarebbe consigliabile un solo tipo di etichetta, quella più completa, riportante i valori nutrizionali anche per porzione o razione media, o se questi cambiano dopo la cottura del prodotto (che valore ha il tenore in grassi di una patatina che ancora deve essere fritta?)

•        Dovrebbero essere indicate le quantità di nutrienti che andrebbero assunte giornalmente in funzione dei Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di Nutrienti (LARN)

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