28

giugno

2018

L’obeso pesa, ma soprattutto pensa

I pazienti obesi non devono essere sottoposti a diete rigide: la rigidità non deve essere presente né in calorie né in continui messaggi allarmanti e raccomandazioni.

L’adattamento metabolico, la compromissione della massa magra, la perdita di controllo e i pensieri negativi fallimentari porterebbero all’insuccesso terapeutico.

L’attenzione dei terapeuti va rivolta all’obeso che è fatto sì di massa corporea eccessiva ma anche e sopratutto di pensieri e comportamenti alterati.

L’obesità è una malattia che va studiata mentre l’obeso è una persona che prima di tutto va capita per essere curata.

La genetica, le disfunzioni ormonali, i danni metabolici non possono prescindere dalla persona che vive ,che pensa e che lotta con i suoi pensieri dietologici errati di cui spesso è vittima inconsapevole.

L’educazione alimentare, il supporto comportamentale e la modifica della sedentarietà sono gli strumenti che se associati ad una prescrizione dietetica mirata ai fabbisogni nutrizionali di ogni individuo sono la vera garanzia di risultato.

Un corretto bilancio energetico e dei nutrienti crea salute, la modifica dei pensieri dietologici disfunzionali crea benessere.

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