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gennaio

2019

La motivazione al cambiamento

Un aspetto da non sottovalutare quando si inizia un percorso di cura è la motivazione al cambiamento

La domanda di cura che ci porta il paziente viene accolta senza pregiudizi o orientamenti diagnostici forzati. Non si ha la pretesa di una diagnosi né tantomeno di una terapia da proporre già dal primo incontro; la conoscenza continua dopo la prima visita protrae il tempo necessario per valutare motivazione, consapevolezza, resistenze e obiettivi.

La possibilità di cambiare e la motivazione a farlo dipendono da numerosi fattori, che un buon trattamento dovrebbe prendere in considerazione. Tralasciando elementi di ordine individuale e prettamente medico-educativi già precedentemente trattati, la terapia deve aiutare la persona a lavorare su:

– la presa di consapevolezza di un proprio stato di disagio, riconoscibile e curabile;

– la possibilità di riceverne un sostegno e un trattamento da specialisti idonei;

– l’acquisizione di fiducia nelle proprie possibilità e abilità per modificare la situazione in cui si trova;

– il cambiamento della percezione e dell’immagine che il soggetto ha di sè, rispetto alle categorie dell’insoddisfazione, della disistima, dell’irrealisticità con cui viene visto o percepito il proprio corpo o qualche sua parte;

Il processo di cambiamento può essere distinto in alcune fasi (modello di Prochaska e Di Clemente):

 1. Pre-contemplazione: il problema non esiste, non si pensa di dover modificare alcun comportamento

 2. Contemplazione: si ha consapevolezza del problema ma senza una visione chiara della necessità di cambiare

 3. Determinazione: l’intenzione di cambiare esiste ma ha bisogno di essere rafforzata e ben organizzata

 4. Azione: per modificare il comportamento disfunzionale sono necessarie strategie di intervento applicabili e utilizzabili, da costruire insieme ad un supporter

 5. Mantenimento: le strategie suddette vanno fatte proprie e consolidate, onde prevenire eventuali ricadute

 6. Ricaduta: è un evento prevedibile e come tale fa parte dei singoli passaggi da tenere presente quando è in atto un processo di cambiamento.


La metodica di trattamento utilizzata nel nostro ambulatorio, basata su colloqui iniziali di motivazione, corretta informazione medica sul problema presentato e sul poter esperire l’effetto dei propri comportamenti attraverso dei dati di laboratorio, consente di passare rapidamente alla fase dell’azione, con risultati evidenti. La personalizzazione della cura, unitamente al costante rapporto con i terapeuti, facilita l’elaborazione degli ultimi due stadi e l’interiorizzazione nel paziente, stimolando la sua autonomia ed autoefficacia.

E’ fondamentale comprendere cosa ha spinto la persona a chiedere aiuto, individuare qual è la “congiuntura” che ha portato a decidere di cambiare. Per congiuntura si intende la circostanza che ha favorito la decisione di mettere in atto la domanda. In alcuni casi può essere un evento, un cambiamento di contesto, una situazione negativa, un indicazione data dall’esterno da parte di una persona di rilievo (da parte di un familiare), una prescrizione (da parte di uno specialista).

In questo caso è fondamentale cogliere se le richiesta giunge dalla persona, se quindi la motivazione è interna.

La prima fase del percorso di educazione alimentare chiamata “Fase 0” prevede attraverso l’utilizzo di schede da compilare che la persona rifletta sulla motivazione ad affrontare il percorso di cura, sugli ostacoli e le resistenze che incontra, sui vantaggi e svantaggi che un cambiamento potrebbe comportare, ma nello stesso tempo vanno analizzati anche i vantaggi e svantaggi della condizione attuale.

Il terapeuta, attraverso i colloqui, valuta il livello di disponibilità in cui si trova la persona, le sue priorità e i suoi tempi e adatta l’intervento.

Inoltre viene svolta una valutazione dell’importanza del cambiamento per la salute e il benessere del paziente.

Infine la corretta informazione scientifica sulla patologia o sul disagio presentato è una doverosa e utile conoscenza oggettiva, che dice da sé quanto è importante cambiare un comportamento disfunzionale per poter stare bene e tutelare la propria salute.

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