19

gennaio

2018

Disturbo dell’immagine corporea

Slender mannequin depressed because his distorted fat body

Il conflitto tra i mass media e la fisiologia umana porta inevitabilmente sempre più persone, soprattutto donne, ad essere insoddisfatte della propria immagine corporea.

È noto da tempo come il contesto culturale di appartenenza e i mass media siano elementi determinanti per la formazione degli ideali, delle convinzioni e delle aspettative dell’individuo, naturalmente anche quelle riguardanti l’immagine corporea, l’alimentazione e il peso.

Tuttavia, i protagonisti del mondo della moda e dello spettacolo offrono modelli estetici irrealizzabili da gran parte della popolazione, oltretutto celando le restrizioni alimentari, la costanza di esercizio fisico e le operazioni di trucco spesso indispensabili per ottenere il risultato estetico desiderato.

Così il conflitto tra i mass media e la fisiologia umana porta inevitabilmente sempre più persone, soprattutto donne, ad essere insoddisfatte della propria immagine corporea.

Ma, ancor più grave, questa cultura genera  nell’individuo una sensazione altamente marcata di inadeguatezza rispetto ai modelli estetici proposti, favorendo l’insinuarsi di un disturbo dell’immagine corporea che in realtà è indipendente dalla forma corporea stessa.

Il soggetto sviluppa una sensazione soggettiva di deformità o di difetto fisico per la quale ritiene di essere notato dagli altri, nonostante il suo aspetto rientri nei limiti della norma. Le conseguenze sono la messa in atto di strategie quali la restrizione alimentare, le condotte di eliminazione, l’iperattività fisica, ecc., il controllo eccessivo ed esasperato delle forme corporee e i tentativi esasperati di camuffare i difetti fisici fino anche ad intervenire chirurgicamente.

Si può modificare l’immagine corporea?

Grazie ad un recente studio della rivista Psychology Today sembra che la risposta possa essere affermativa. Ecco qui di seguito alcuni suggerimenti utili nel tentativo di migliorare la propria immagine corporea:

  • sensibilizzarsi a criteri di autostima che vadano oltre l’apparenza fisica e che valorizzino altre caratteristiche e modalità di affermazione del proprio successo;
  • cercare di apprezzare il proprio corpo, per esempio valutandolo per la sua capacità di funzionamento; dedicarsi ad attività che possano favorire lo stare bene con se stessi: attività sportive, hobby, ecc.; ridurre l’esposizione ad immagini dannose provenienti dai mass media, per esempio cercando di limitare il tempo passato a sfogliare riviste di moda; dedicarsi all’esercizio fisico con aspettative diverse da quelle esclusivamente legate al calo di peso e al miglioramento delle forme corporee; identificare ed eliminare i pensieri negativi riguardanti il proprio corpo.

Sia le ricerche che le esperienze cliniche hanno largamente dimostrato che sentirsi a proprio agio con il proprio corpo presenta innumerevoli vantaggi anche quando l’individuo non corrisponde agli ideali culturali di bellezza.

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