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dicembre

2017

Vigoressia o bigoressia: un disturbo al maschile

Per mantenerci in buona salute risultano essere importanti sia l'alimentazione che l’attività fisica. Purtroppo oggi esiste una considerevole parte di popolazione che tende ad evitare alcuni cibi e, nel medesimo tempo, a svolgere attività fisica in maniera eccessiva. In questo modo, delle normali attività come mangiare e “muoversi” diventano una vera e propria ossessione.

In particolare, in questi anni, nella nostra società, si tende a dare eccessiva importanza all’aspetto fisico, quasi fosse il fulcro della nostra vita. Così, tende ad aumentare il numero di persone colpite dai “famosi” disturbi dell’alimentazione.

Inizialmente tali disturbi interessavano principalmente l’universo femminile, oggi invece, anche gli uomini sono ossessionati dall’apparenza e dalla loro fisicità. Fino a poco tempo fa si parlava di anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata, oggi invece esiste anche la fissazione per l’ipertrofia del muscolo. Questa tendenza nasce dalla falsa convinzione che avere una corporeità “perfetta” sia una peculiarità preminente della personalità. E’ proprio attraverso queste idee che, alcune persone mettono in atto dei comportamenti quali:

  • trascorrere molto tempo tra le mura delle palestre;
  • mettere in atto in maniera esasperata degli allenamenti che possano fortificare il tono del muscolo;
  • contemplarsi continuamente allo specchio;
  • sottoporsi a delle diete iperproteiche, tenere il proprio peso sempre sotto controllo, ecc.

Dietro tali comportamenti si può celare il disturbo di cui mi propongo di accennare attraverso il presente articolo: la bigoressia.

La bigoressia

Sostantivo femminile [composto dell’inglese big ‘di grandi dimensioni, grosso’ e di oressia ‘senso dell’appetito’ (dal greco óreksis ‘desiderio, appetito’)]: alterata percezione della propria immagine corporea che, congiunta a una cronica insoddisfazione per il proprio aspetto fisico, porta, soprattutto tra i ragazzi e i giovani adulti, a una applicazione maniacale all’esercizio fisico praticato in palestra (body building in particolare) e all’adozione di diete squilibrate sostenute spesso da un uso scorretto di farmaci, con possibili rilevanti ricadute sulla salute dell’individuo.

Vigoressia, anoressia inversa

La bigoressia è stata descritta per la prima volta da Harrison Pope Jr. Egli definisce il bigoressico come una persona che tende a ricercare delle modalità compensatorie al fine di aumentare il proprio tono muscolare (utilizzando anche delle sostanze dopanti) e ridurre il grasso. La bigoressia può essere definita come una vera e propria patologia. Infatti, la persona bigoressica patisce un’insoddisfazione forte e permanente inerente al proprio aspetto fisico, ha una forte paura di restare priva dei propri muscoli e del proprio stato di perfetta forma.

A tali convinzioni seguono delle condotte auto-punitive, come ad esempio:

  • sottoporsi a degli esercizi laboriosi;
  • seguire delle diete molto rigide.

Per di più, spesso, a questi comportamenti si associa l’uso ed abuso di integratori alimentari, e nei casi più estremi di steroidi anabolizzanti.

Nel primo caso ci riferiamo a delle sostanze presenti nel cibo che, però, vengono scelte e prodotte a livello industriale sotto forma di capsule, pasticche, bustine, ecc, al fine di facilitare la copertura del nostro fabbisogno giornaliero.

Nel secondo caso, invece, si fa riferimento a delle sostanze sintetiche che hanno degli effetti simili a quelli degli ormoni sessuali maschili. In particolare, questi ultimi inducono ad un aumento della massa muscolare. Inoltre, gli steroidi determinano anche una diminuzione della massa grassa.

La bigoressia comporta tutta una serie di effetti sul benessere dell’individuo, come, ad esempio, problemi inerenti al metabolismo, disturbi depressivi, cardiovascolari e del sistema nervoso. In particolare questa patologia colpisce i ragazzi, soprattutto durante l’adolescenza. Come sappiamo, infatti, in questa fase dell’età dell’individuo è alla ricerca di un modellamento della propria forma fisica.

A differenza dell’anoressia, questo disturbo si manifesta principalmente nei maschi piuttosto che nelle femmine. A proposito di anoressia, alcuni medici sono soliti definire la bigoressia “anoressia inversa”. Esiste infatti, un’interessante differenza o una caratteristica inversa tra l’anoressia e la bigoressia.

Tale differenza si riferisce al fatto che l’anoressica si vede grassa nonostante la sua fisicità sia minima, mentre il bigoressico si vede piccolo, ed è proprio in questa piccolezza fisica che egli vede la sua debolezza. La bigoressia è stata anche ribattezzata come ‘Complesso di Adone’, personaggio della mitologia greca rappresentante l’idea della magnificenza mascolina intesa come compiutezza corporea.

Tratto da Salus.it, a cura della Dott.ssa Mirella Fittipaldi