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dicembre

2017

Le nuove forme di disturbi alimentari

Ragazza che non vuole mangiare

Sono sempre più frequenti e sempre più "silenziose": simili alle forme "classiche" ma prive di alcuni elementi caratteristici, sono oggetto di nuovi studi e indagini mediche e vanno monitorate con attenzione.

Giungono sempre più frequentemente alla nostra osservazione nuove forme di disturbi del comportamento alimentare.

Forme atipiche caratterizzate da pensieri e comportamenti per certi versi sovrapponibili o identici alle forma classiche quali l’anoressia o la bulimia nervosa ma che non rispondono a tutti i criteri diagnostici.

Manca ad esempio il sottopeso grave o l’amenorrea oppure la frequenza delle abbuffate o i mezzi di compenso quali il vomito. Sono forme sempre più frequenti a differenza delle forme classiche che secondo alcuni autori sarebbero in decremento.

Riguardano soprattutto donne di età compresa tra i trenta e i cinquant’anni che in giovane età presentavano un disagio alimentare che non si è trasformato in un disturbo conclamato. Mancate anoressiche che non sono comunque mai guarite.

Spesso ciò che è assente è la consapevolezza della malattia perché non rientrando nelle forme classiche conosciute, descritte, divulgate non si riesce a inquadrarle correttamente.

La consapevolezza, l’identificazione, il giusto significato da attribuire ai sintomi rappresentano la premessa alla terapia che può, se iniziata tempestivamente, fornire delle soluzioni funzionali al cambiamento.