18

giugno

2018

Anoressia Nervosa – Terapia –

Man at the psychotherapist

Terapia farmacologica

Sembra probabile che alla base di questa patologia ci sia uno squilibrio organico, di conseguenza, all’interno di un intervento terapeutico nell’anoressia, è spesso previsto anche un trattamento antidepressivo. Tra gli antidepressivi, generalmente, si considerano di prima scelta quelli che agiscono sulla noradrenalina; specifiche valutazioni possono portare alla scelta di un farmaco serotoninergico. Altri farmaci, come ad esempio gli ansiolitici, non hanno alcun effetto, mentre gli antipsicotici inducono un inaccettabile appiattimento della personalità.
Da non dimenticare che, anche quando il farmaco sblocca la situazione, l’anoressia rimane molto problematica fin tanto che non si raggiungono dei risultati permanenti e significativi a livello cognitivo e comportamentale.

Terapia psicoterapeutica

Nello stabilire un rapporto psicoterapeutico con un paziente anoressico è bene porsi come primo obiettivo non tanto quello di far prendere peso al soggetto, quanto di liberarlo dalla trappola costituita dal rapporto con il cibo e con il corpo. Spezzare questa ossessione permette al paziente di dedicarsi ad attività e pensieri più gratificanti: ciò è già di per sé sufficiente a creare una condizione fisica accettabile, con un corpo non affamato, non indebolito e normalmente funzionante. Per le femmine un primo segno di normalizzazione delle funzioni fisiche potrebbe essere la ricomparsa delle mestruazioni.

In questa prima fase di recupero può essere utile concordare col paziente un peso da lui considerato non pericoloso, da mantenere fino a che egli non apparirà pronto ad altri aumenti. Generalmente, se il paziente riesce ad aumentare di qualche chilo, inizia a sentire già dei benefici fisici quali minore freddo, maggiore energia, maggiore capacità di divertirsi, più creatività nel pensiero e nell’azione, ecc.

In questa fase lo psicoterapeuta deve avere la tempestività e la capacità di mettere in luce, esaltare e rinforzare questi aspetti, in modo da insegnare al paziente a considerarli gratificanti e sentirli come risultati positivi.

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