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Marzo

2021

Covid,obesità,disturbi alimentari

Diversi studi mettono in evidenza che la condizione di obesità ( BMI >30) aumenta il rischio di complicanze e morte in persone affette da COVID-19.

Diversi studi mettono in evidenza che la condizione di obesità ( BMI >30) aumenta il rischio di complicanze e morte in persone affette da COVID-19. Rischio  verosimilmente associato allo stato infiammatorio indotto dal grasso viscerale, alla presenza di patologie polmonari quali l’OSAS ( sindrome da apnee notturne).

Le patologie spesso associate all’obesità come il diabete, l’ipertensione arteriosa, le dislipidemie contribuiscono a potenziarne il rischio.

Se l’Obesità aumenta il rischio di complicanza COVID, allo stesso tempo il lockdwon ne facilita l’insorgenza impattando negativamente sui comportamenti alimentari e motori.

Nella nostra esperienza ambulatoriale assistiamo a una maggiore richiesta di aiuto inerente alla sofferenza indotta da un comportamento alimentare disfunzionale caratterizzato dal discontrollo o da meccanismi similari alle dipendenze.

 

Discontrollo

 

All’incapacità di governare il proprio comportamento alimentare (BED) si associano episodi di iperalimentazione con conseguente aumento di chili,  sensi di colpa e  vissuti fallimentari e depressivi.

Il Binge Eating Disorder (conosciuto anche come BED, ovvero disturbo da fame compulsiva) è un disturbo alimentare in cui si verificano ricorrenti episodi di abbuffate – con sensazione di perdita del controllo – a cui fanno seguito sensi di colpa, disgusto e disagio verso se stessi e il proprio comportamento.

 

“Dipendenza”

 

Stress e ansia legate alla paura, alla chiusura, all’imprevedibile  sono strettamente correlati con la “fame emotiva”.

L’ingestione eccessiva di cibo appetibile diventa   una forma di “automedicazione”, che serve per contrastare e migliorare la condizione di disagio dovuta allo stress.

A livello dei circuiti neurali, lo stress cronico può influenzare la sezione mesolimbica del sistema dopaminergico e altre regioni cerebrali coinvolte nella regolazione emotiva.Questi  possono potenziare sinergicamente la sensibilità alla ricompensa, la preferenza alimentare, il desiderio e la ricerca di alimenti iperpalatabili, inducendo cambiamenti metabolici che favoriscono peso e massa grassa.

 

NON SOLO OBESITA’

 

Riferito al comportamento alimentare restrittivo la “chiusura” facilità i comportamenti ossessivi sia motori ( iperattività ) che alimentari ( scelte alimentari selettive e salutistiche estreme).

Cresce l’interesse verso un corpo perfetto, senza difetti e un’alimentazione selettiva spinta versa il versante salutistico estremo.

Cosa non fare?

 

  • Evitare le “abbuffate” informative sulla rete internet
  • Evitare il “fai da te”
  • Fermarsi in tempo se si ha la percezione dell’interesse eccessivo
Cosa fare?

 

  • Portare la propria domanda di cura in ambiente sanitario e sulla rete
  • Ascoltare la preoccupazione dei familiari

Obesità e Anoressia spesso sono due facce della stessa medaglia, una giacca double face che cela la stessa sofferenza

 

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