13

aprile

2018

Calorimetria: misurare il metabolismo

La calorimetria misura il dispendio energetico a riposo (REE, Resting Energy Expenditure) ovvero la quantità di calorie necessarie per lo svolgimento delle funzioni vitali.

È indispensabile conoscere tale valore per impostare un piano dietetico mirato alle esigenze nutrizionali individuali.La maggior parte delle persone in sovrappeso può perdere peso con una dieta pari al metabolismo misurato.

Il metabolismo basale può essere misurato attraverso la calorimetria diretta (camera calorimetrica) oppure tramite quella indiretta (calorimetro). Il termine calorimetria significa letteralmente misura del calore come effetto di reazioni biochimiche che avvengono all’interno dell’organismo.

La calorimetria diretta permette di valutare la spesa energetica a partire dalla misurazione della dispersione di calore di un soggetto posto all’interno di una stanza adeguatamente attrezzata. Purtroppo gli alti costi ne limitano notevolmente l’impiego che è generalmente confinato alla convalida di altre metodiche.

La calorimetria indiretta è la metodica che consente di valutare la spesa energetica attraverso la misurazione delle variazioni di concentrazione di ossigeno e anidride carbonica nei gas respiratori e di calcolare inoltre l’ossidazione dei substrati energetici (glucidi, lipidi, protidi).

Il primo calorimetro diretto, ovvero la camera calorimetrica (una camera isolata termicamente dove il soggetto è libero di muoversi) fu costruito dai professori Atwater (chimico) e Rosa (fisico) nel 1890.
Nei primi del Novecento furono costruite apparecchiature a misura indiretta tramite cioè la misurazione dei gas respiratori che venivano raccolti in sacche (famosa quella di Douglas utilizzato anche oggi) o l’utilizzo di spirometria a cui erano collegati analizzatori dei gas respiratori; apparecchiature complesse che venivano per lo più utilizzate a scopo di ricerca.

Con la più recente tecnologia nel campo dei microprocessori è oggi possibile estendere l’utilizzo dal campo della ricerca al campo clinico.
Apparecchiature di più semplice utilizzo e maggiore precisione consentono di misurare il dispendio energetico con un esame che impegna il soggetto per circa 20-30 minuti.

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