Obesità, SIO: “Contro le nuove cure allarmismo senza alcuna prova scientifica e con grave rischio per i pazienti: i farmaci antiobesità funzionano e salvano le vite. La RAI dovrebbe impedire la diffusione di fake news”
Istanbul (Turchia), 13 maggio 2026 – Allarmismo e falsità scientifiche non possono finire sulla televisione pubblica. In merito ai contenuti andati in onda nella trasmissione televisiva “Indovina chi viene a cena” su Rai 3, la Società Italiana dell’Obesità (SIO) esprime forte preoccupazione per una narrazione che rischia di generare paura e sfiducia nei confronti di terapie approvate dalle principali autorità regolatorie internazionali e supportate da solide evidenze scientifiche. La SIO valuterà un intervento presso l’ordine dei giornalisti.
“Non siamo davanti solo ad informazioni palesemente false. Particolarmente grave appare anche il tentativo di accostare lo sviluppo dei farmaci antiobesità a presunti interessi convergenti con l’industria del cibo ultraprocessato – dichiara Silvio Buscemi, presidente SIO -. L’obesità è una malattia multifattoriale complessa, determinata da fattori genetici, metabolici, ambientali, sociali e comportamentali. Ridurre tutto a una narrazione semplificata di ‘lobby contro lobby’ non solo è scientificamente scorretto, ma rischia di delegittimare decenni di ricerca clinica e farmacologica sviluppata per offrire nuove possibilità terapeutiche a milioni di persone. La riprova – prosegue Buscemi – sono le migliaia di pazienti che vediamo ogni giorno e che si chiedono e ci chiedono come mai queste terapie non siano rese disponibili dal SSN”.
“I farmaci oggi disponibili per il trattamento dell’obesità sono stati valutati attraverso studi clinici rigorosi, con decine di migliaia di pazienti coinvolti e follow-up prolungati prima dell’approvazione da parte di EMA, FDA e delle altre agenzie regolatorie internazionali – prosegue Buscemi -. Come tutti i farmaci efficaci, possono presentare effetti collaterali e richiedono appropriatezza prescrittiva, monitoraggio clinico e selezione dei pazienti. Ma trasformare singoli casi o contenziosi legali in un racconto generalizzato di pericolo rischia di produrre un danno enorme”.
“La vera emergenza sanitaria è che l’obesità resta una malattia cronica, recidivante e spesso non trattata, associata a diabete, malattie cardiovascolari, insufficienza renale, tumori e riduzione dell’aspettativa di vita. Alimentare il panico verso terapie riconosciute dalle linee guida scientifiche internazionali può spingere molti pazienti ad abbandonare percorsi terapeutici appropriati o a rinunciare alle cure”.
La SIO ricorda inoltre che i farmaci agonisti del GLP-1 e le nuove terapie metaboliche non sostituiscono alimentazione equilibrata, attività fisica e prevenzione, ma rappresentano uno strumento terapeutico importante per persone con obesità o con specifiche condizioni cliniche, all’interno di un percorso medico strutturato. “Contrapporre la prevenzione alla terapia farmacologica è scientificamente sbagliato – conclude Buscemi –. La medicina moderna deve utilizzare tutti gli strumenti disponibili, dalla corretta alimentazione ai farmaci, sulla base delle evidenze e nell’interesse dei pazienti”.
