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stress e aumento del grasso viscerale Stampa E-mail
lunedì 23 luglio 2007

E' un ormone a far ingrassare durante lo stress. La scoperta di un'equipe americana sul ruolo di un neurotrasmettitore già noto - NYP - è stata pubblicata dalla rivista Nature Medicine. La riprendono il Corriere della Sera e la Stampa. Secondo la ricerca della dottoressa Zofia Zukowska della Georgetown University di Washington, lo stress non solo può indurre a mangiare di più, ma fa assimilare di più quello che mangiamo. E l'ormone 'neuropeptide Y' (NPY), fa il resto, permettendo l'accumulo di maggiori quantità di grasso alle cellule del tessuto adiposo, in particolare proprio dove sono più pericolosi e cioè attorno alla vita, conferendo quella forma a mela (obesità centrale) che è legata a ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari. Lo studio mostra infatti che topolini ingrassano in condizioni di stress emotivo o fisico. «Studiando i meccanismi che inducono chi è sotto stress a ingrassare oltre il dovuto - scrive la Stampa - hanno osservato che un neurotrasmettitore già noto - l'NPY - gioca un ruolo strategico, e molto al di là di quanto già si sapeva. Sia l'NPY sia il suo recettore - chiamato Y2R - si attivano infatti in due tipi di cellule del tessuto adiposo, vale a dire in quelle endoteliali che producono i vasi sanguigni e in quelle del grasso vero e proprio. Ecco il nocciolo di tutto». «Abbiamo scoperto che NPY agisce anche a livello dei nervi periferici che innervano il tessuto adiposo - spiega Zukowska - Lo stress attiva questi nervi al rilascio di NPY che stimola l'accumulo di grasso». «Per verificare se fosse possibile far ingrassare i topolini "a richiesta", e quindi in punti determinati del corpo, il gruppo della celebre università di Washington D.C. - scrive la Stampa - ha cominciato a iniettare l'NPY negli animali. Indotte a vivere in uno stato di stress cronico, le piccole cavie sono rapidamente aumentate di peso, assumendo la tipica forma a mela degli umani, con il grasso che si accumula intorno alla vita, e allo stesso tempo ammalandosi di sindrome metabolica, un'insidiosa combinazione di patologie che va dall'ipertensione al diabete. Poi è seguita la fase numero 2: nel grasso addominale si è iniettato l'Y2R, che ha subito invertito il processo, bloccando sia la sindrome sia la crescita di dimensioni». «Non pensavamo che fosse possibile rimodellare il grasso in questo modo - ha commentato Zofia Zukoska -. Ma in quattro anni abbiamo eseguito numerosi test che hanno dimostrato che, almeno nei topi, e anche nelle scimmie, come sta dimostrando uno studio pilota, esiste questo meccanismo». Questo effetto, precisa l'esperta, diventa ancora più marcato quando, proprio perché sotto stress, si è presi da "fame nervosa" e si mangia troppo. «Abbiamo visto che se mangi il doppio delle calorie a causa dello stress - spiega Zukowska - il corrispondente aumento di peso non sarà di due volte (cioè equivalente all'ammontare delle calorie ingerite) ma quattro volte tanto», come se sotto stress si assimilasse il doppio.

fonte: www.ansisa.it


Clinical Guidelines on The Identification, Evaluation and Treatment of Overweight and Obesity in Adults dei National Institutes of Health (NIH) di Bethesda, Maryland (USA), che si possono così riassumere:
L’esercizio fisico, oltre ad incrementare progressivamente il metabolismo a riposo, influenza anche la produzione di calore indotta dagli alimenti. Questo fenomeno, estremamente interessante sotto il profilo scientifico, è mediato da una serie di segnali ormonali specifici. In particolare l’attività fisica regolare agisce direttamente sulla corticotropina (CRF), che induce una riduzione delle calorie introdotte e un aumento del consumo di energia, al contrario del neuropeptide Y, che ha un’attività diametralmente opposta. Con l’esercizio fisico, quindi, si favorisce la sintesi di CRF e si consumano più calorie.


Ultimo aggiornamento ( mercoledì 22 agosto 2007 )

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