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venerdì 23 giugno 2017

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Iniziative per un intervento precoce Stampa E-mail

Intervista alla D.ssa Susan Dal Mas – psicoterapeuta –


D.ssa Dal Mas qual’è l’influenza del sistema familiare nella genesi dei DA. Qual è la sua idea a riguardo?
 



Ritengo che nella cura di un soggetto con d.c.a., soprattutto anoressia e bulimia in età adolescenziale, non si possa prescindere dal trattamento della famiglia.
Il primo sentimento che colpisce il familiare di una persona affetta da disturbi del comportamento alimentare è il disorientamento. Molte sono le domande che si pone tutto il nucleo: “Cosa devo fare con mia figlia?” “Come posso aiutarla?” Ma anche “Perchè proprio mia figlia? Cosa le è successo, perchè è cambiata?”
L'anoressia e la bulimia, ma più in generale i disturbi del comportamento alimentare, sono patologie che investono i più diversi ambiti della vita del paziente. E' in evidenza un corpo che soffre, ma è presente un dolore diffuso che colpisce tutti gli aspetti della vita del soggetto in questione. La sofferenza che si trova a gestire il soggetto anoressico-bulimico, si riversa su tutto l'ambiente familiare, che si trova spiazzato da un congiunto “che non sembra più lo stesso”, che non riesce più a riconoscere.
Il contributo della famiglia è quindi fondamentale sia per quanto riguarda la prevenzione che la cura.
Nella prevenzione perchè i disturbi del comportamento alimentare si sviluppano prevalentemente in età adolescenziale ma hanno basi che si manifestano già in età infantile, momento in cui il ruolo dei genitori è decisivo nella salute fisica e psichica del bambino. Per la famiglia conoscere i campanelli di allarme e sapere come gestirli, riduce il rischio di sviluppo in età adolescenziale. Inoltre, capire la sofferenza che il disturbo alimentare esprime, è importante poiché spesso i sintomi anoressico-bulimici portano alla luce un malessere più generale di tutta la famiglia.
Nella cura, affinché il disturbo sia affrontato in modo rapido ed efficace. Troppo spesso si perde tempo prezioso alla ricerca di un metodo “fai da te”.
E’ importante che le famiglie capiscano che i disturbi del comportamento alimentare non sono un capriccio del soggetto ma un disagio serio e complesso, da affrontare il prima possibile, con l'aiuto di professionisti qualificati, che possano spiegare com’è utile porsi nella relazione col figlio/figlia.
E' importante, infatti, che il soggetto trovi all’interno della famiglia un ascolto sincero e aperto delle proprie problematiche, senza preconcetti e punti di vista precostituiti. L'attenzione non va focalizzata unicamente sul cibo, ma è utile aiutare il soggetto attraverso il dialogo perché spesso l'anoressia e la bulimia si manifestano in un'età difficile, di cambiamento, in cui il soggetto stesso non sa più chi è, e come gestire il proprio malessere.
E' altrettanto fondamentale che la famiglia sappia che il disturbo alimentare è solo un lato del problema e quindi il recupero del peso non implica necessariamente la guarigione. Sottovalutare questo aspetto porta al rischio di pericolose e dolorose ricadute. 
E' auspicabile che il familiare sostenga il figlio nella cura, se possibile confrontandosi egli stesso con un terapeuta esperto dei disturbi alimentari che può aiutarlo a diminuire il carico emotivo e le tensioni accumulate nella gestione di comportamenti di rifiuto; sollevarlo da un carico familiare eccessivo, derivante dall'impossibilità di affrontare un problema così complesso senza un aiuto professionale; capire se ci sono elementi nelle dinamiche familiari, ma non solo, che mantengono il disturbo, al fine di ridurre i rischi di ricadute.

Nell’ intervento terapeutico con la famiglia lo psicanalista opera sia con colloqui di coppia sia con terapie di gruppo. Scopo del lavoro con la famiglia è produrre una rettifica soggettiva di padre e madre che li liberi dagli schemi con cui gestivano il figlio durante l’infanzia per produrre posizioni/ruoli chiari e differenziati in grado di riconoscere il proprio figlio come un soggetto diverso, autonomo e rispettato nella sua diversità e identità.  Nel lavoro con i genitori si lavora sulla separazione, è un lavoro che evidenzia le diversità e porta sempre più verso l’acquisizione della radicale alterità tra genitori e figli.


Ultimo aggiornamento ( sabato 27 febbraio 2016 )

DISTURBI ALIMENTARI


OBESITA' INFANTILE


ANORESSIA BULIMIA



GRASSO VISCERALE ?


MEDICINA ESTETICA



LA DIETA GENETICA



LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO SITO NON SOSTITUISCONO IN NESSUN MODO IL MEDICO A CUI COMPETE LA DIAGNOSI E LA TERAPIA
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