| "Inserto Salute di Repubblica" - Misura se vai di corsa | | Stampa | |
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SUPPLEMENTO SALUTE di REPUBBLICA 24/03/2005 Quantificare la quota calorica spesa per l’attività motoria: uno strumento monitora gli obesi. Quattro milioni gli obesi, 16 milioni i sovrappeso in Italia. La questione si affronta con strumenti sempre più sofisticati. Ora gli esperti intervengono su questi disturbi con l’ausilio di un multisensore, adottato in diverse strutture sanitarie (nutrizione, malattie del metabolismo, pediatria, pneumologia e fisiopatologia respiratoria). ’Nel nostro ambulatorio lo utilizziamo per ’diagnosticare’ il livello di sedentarietà dell’individuo obeso o nel diabetico’ spiega Luigi Oliva, specialista in scienze dell’alimentazione a Mestre. ’Con la calorimetria indiretta conosciamo il dispendio energetico a riposo. Con questo strumento quantifichiamo la quota calorica spesa per l’attività motoria’. E’ la mancanza di moto la causa della crescente obesità. Nell’ultimo ventennio, il consumo di cibo pro capite non è aumentato (dati Istat), mentre è raddoppiata la percentuale di obesi. Il concetto di sedentarietà racchiude l’insieme di movimenti quotidiani, singolarmente insignificanti che per un effetto sommatorio definiscono il livello di attività. Su questo fronte si combatte gran parte della partita. ’Il multisensore’ precisa Oliva, ’permette un monitoraggio continuo di variabili fisiologiche e di dati sull’attività fisica. Calcola il dispendio energetico, il livello di attività motoria, rileva gli stati di sonno e veglia ed altri parametri (numero di passi, intensità dello sforzo). I parametri vengono rilevati da sensori’. Se ne avvalgono la medicina dello sport, il fitness, le scienze del movimento. Viene impiegato nella sindrome delle apnee ostruttive del sonno; nel diabete; nella dislipidemia (ipercolesterolemia, ipertrigliceridi); nella riabilitazione cardiocircolatoria. Ma l’applicazione più massiccia riguarderà la sindrome metabolica: obesità, ipertensione, diabete, dislipidemia o eccesso di grassi nel sangue. ’Cocktail che produrrà nei prossimi 10 anni un incremento preoccupante del rischio cardiovascolare globale’ sottolinea Gianni Bolla, Istituto di Medicina Cardiovascolare, Università di Milano. ’Per intervenire in modo sempre più individualizzato sugli indicatori che definiscono la sindrome (circonferenza fianchi, trigliceridi HDL-C, pressione arteriosa, glicemia a digiuno) è urgente disporre di strumenti capaci di misurare una serie di parametri. Il multisensore permette di monitorare continuamente l’attività fisica, il calcolo del dispendio energetico, i livelli di attività motoria. Vigilare sul peso corporeo è più semplice’. L’apparecchio, quindi, coadiuva il lavoro del medico che può controllare i fattori di rischio cardiovascolare (sedentarietà, sovrappeso, obesità, diabete, ipercolesterolemia) in un programma che considera le caratteristiche del paziente, anche in relazione alla fascia d’età.
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