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lunedì 25 settembre 2017

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SEZIONE MEDICINA ESTETICA Stampa E-mail

Liposensibilità distrettuale
La regione trocanterica e la regione dei glutei, rispetto al grasso viscerale o a quello sottocutaneo della regione del deltoide, hanno una risposta diversa agli stimoli lipolitici e liposintetici.
La distribuzione dei recettori beta e dei recettori alfa varia a seconda delle regioni; il numero dei recettori alfa 2 adrenergici è più alto nella regione trocanterica della donna e anche gli adreno-recettori beta sono distribuiti in modo disomogeneo nel tessuto adiposo.
Tra i beta recettori sono diversamente rappresentati i beta1 rispetto ai beta 2 e la densità dei beta 3 recettori sembra essere inferiore rispetto ai beta 1 e 2.

Il numero dei betarecettori, nella regione trocanterica, è di numero inferiore rispetto a quelli nella regione addominale, o in genere a quelli presenti nel distretto superiore del corpo.
A livello trocanterico avremo quindi un maggior freno lipolitico attuato dagli alfa recettori e una minore attività lipolitica, data dalla scarsa rappresentazione dei beta recettori.
Diversi studi dimostrano inoltre come la regione trocanterica risulti specificamente regolata dagli ormoni femminili.
L’attività lipoproteinlipasica non si differenzia tra tessuto addominale e trocanterico nella donna dopo la menopausa, mentre presenta differenze marcate sempre nei due distretti considerati nella donna in età fertile.
La diversa distribuzione del tessuto adiposo, che si osserva in rapporto al sesso e a talune malattie endocrine, è indicativa di una sensibilità differenziata di tale tessuto nei vari distretti in rapporto all’attività liposintetica e lipolitica degli ormoni.
Si spiegherebbe in questo modo la diversa risposta lipolitica e l’accumulo preferenziale che si ha nei diversi distretti corporei. Il biotipo ginoide d’altronde è un carattere sessuale secondario.
Alterazioni del microcircolo eventualmente presenti nella zona gluteo-femorale potrebbero accentuare la facilità di accumulo e la scarsa mobilizzazione dei trigliceridi di deposito.
Secondo diversi autori infatti c’è un netto rapporto tra liposintesi, lipolisi e alterazione circolatoria; uno scarso afflusso microcircolatorio coincide con la liposintesi e un maggior afflusso con la lipolisi.

Pannicolopatia edematofibrosclerotica e  adiposità localizzata
Il biotipo ginoide è caratterizzato da un eccessivo accumulo di grasso in sedi preferenziali, quali la regione trocanterica.
L’accumulo di tessuto adiposo può essere rappresentato da una iperplasia e/o ipertrofia, riguardanti cellule adipose normali oppure alterate per forma e funzioni.
La pannicolopatia edematofibrosclerotica è caratterizzata da alterazioni significative, sia morfologiche che funzionali.
Si parla di ’ adiposità localizzata ’ quando l’accumulo abnorme di tessuto adiposo riguarda adipociti normali per forma e funzioni; si parla invece di pannicolopatia edematofibrosclerotica quando le cellule adipose sono alterate nella loro funzione ed alterato è l’ambiente extracellulare che le circonda.
I quadri di più frequente riscontro sono quelli misti, dovuti cioè ad alterazione de microcircolo e ad un accumulo eccessivo di tessuto adiposo.


Ultimo aggiornamento ( domenica 30 agosto 2015 )


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